24 giugno 2017
Aggiornato 15:30
Un problema tutto italiano

Boldrini vs Facebook: Vi spiego perché ho scritto a Zuckerberg

La presidente della Camera ha detto di avere presentato nei mesi scorsi ai vertici di Facebook due proposte tecniche contro il dilagare dell'odio sul social perché sente il peso della responsabilità di sollevare il problema.

BOLLATE (MI) - La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha detto di avere presentato nei mesi scorsi ai vertici di Facebook due "proposte tecniche" contro il dilagare dell'odio sul social network perché sente il peso della responsabilità di sollevare il problema. Lo ha precisato il giorno dopo la pubblicazione di una lettera inviata al fondatore di Facebook. "Ho scritto a Mark Zuckerberg perché temo che questo tema dell'odio sia un tema che riguarda tutti i cittadini. Ricevo molte sollecitazioni a occuparmene".

Facebook deve investire denaro contro l'odio
"È nell'interesse della collettività che il discorso di odio venga circoscritto. Oggi, purtroppo, è dilagante ad ogni livello. Quindi, scrivere a lui è stato un modo per attirare attenzione sul tema. I social media possono molto collaborare perché questo odio venga circoscritto. Ho solo detto che, se è vero che per Facebook è importante fare in modo che l'odio non dilaghi, bisogna passare ai fatti. Non basta solamente dirlo. Bisogna investire denaro" ha detto al termine di una visita al carcere di Bollate.

"Da noi solo il 4% dei messaggi di odio vengono cancellati"
"In Italia ci sono 28 milioni di utenti e non abbiamo un ufficio operativo. Le segnalazioni che vengono dall'Italia apparentemente non vengono tenute nella dovuta considerazione. Se vediamo i primi riscontri fatti dalla Commissione europea, solo il 4% dei messaggi di odio che vengono dal nostro Paese vengono cancellati a fronte del 50% in Germania e in Francia. C'è o no qualcosa che non va? Allora, io ritengo di avere la responsabilità di sollevare questo tema. Abbiamo un dialogo aperto con Facebook. Il vicepresidente mi ha chiesto un incontro all'indomani della pubblicazione il 25 novembre di alcuni degli insulti che ricevo quotidianamente. L'ho voluto fare in nome e per conto di quelli che non hanno voce. Ho fatto delle proposte concrete non perché pretendo di essere un tecnico, ma perché penso che se c'è qualcosa che non va non basta lamentarsi. La risposta che l'azienda mi ha dato è stata molto generica e allora ho pensato che bisognava scrivere al capo" ha concluso Boldrini.