19 luglio 2019
Aggiornato 18:00
Cinema

Il documentario della polizia: «Blink, segnali di pericolo imminente»

Si propone l'obiettivo di sensibilizzare gli agenti sull'importanza di cogliere l'attimo giusto nell'analisi dell'atteggiamento di un criminale e al tempo stesso l'esigenza di svolgere con assoluta lucidità la propria attività operativa attimo dopo attimo

ROMA - "Blink, segnali di pericolo imminente", tecnicamente l'attimo che intercorre nel movimento del battito di ciglia». E' il docufilm della Polizia di Stato che si propone l'obiettivo di sensibilizzare il poliziotto sull'importanza di cogliere l'attimo giusto nell'analisi dell'atteggiamento di un criminale e al tempo stesso l'esigenza di svolgere con assoluta lucidità la propria attività operativa attimo dopo attimo. Il docufilm è stato presentato a Roma e sarà proiettato nelle questure e nelle scuole di polizia per affinare le conoscenze specifiche sulla minaccia terroristica e consentire la massima divulgazione di possibili profili e "modus operandi" di attentatori.

La voce degli agenti protagonisti
"Blink" contiene testimonianze dei maggiori esperti della lotta al terrorismo come il direttore della Polizia di Prevenzione, Lamberto Giannini, che spiega:"L'attimo che ci permette di poter sventare un attentato o esserne vittime è un attimo che va colto, va colto con l'attenzione che deve essere mantenuta sempre in tutto il servizio, che è veramente un momento quello che si può cogliere». Il criminologo Massimo Picozzi spiega: "Il linguaggio del corpo è la nostra chiave di accesso per decifrare i comportamenti potenzialmente aggressivi. Ricordiamo che in una comunicazione potenzialmente normale il 60% passa attraverso il nostro corpo, lì dobbiamo andare a cercare i primi indicatori». Nicola Barbato, poliziotto ferito gravemente in un'operazione anti-racket a Fuorigrotta, Napoli, nel settembre 2015; nel frattempo si trova in carrozzina: "Ragazzi, non deve esserci quell'attimo, specialmente quando si è in servizio, una divisa addosso, quell'attimo non deve esserci, mai perdere quell'attimo, specialmente i ragazzi giovani, lasciate stare il telefonino, quell'attimo del telefonino potrebbe essere fatale".