23 aprile 2019
Aggiornato 06:30
Rapporto Caritas

A Roma crescono disagio economico e emarginazione sociale

Nel corso del 2018 si sono rivolte ai centri Caritas più di 21mila famiglie. E a chiedere gli italiani sono il 51%, contro il 47% dello scorso anno

A Roma crescono disagio economico e emarginazione sociale
A Roma crescono disagio economico e emarginazione sociale ( ANSA )

ROMA - A Roma «cresce il numero di situazioni di grave disagio economico e si acutizzano situazioni di emarginazione ed esclusione sociale legate alla solitudine»: nel corso del 2018 si sono rivolte ai centri Caritas più di 21mila famiglie. E a chiedere gli italiani sono il 51%, contro il 47% dello scorso anno. Ad accendere il faro è la Caritas di Roma, che avverte anche le istituzioni: «Il reddito di inclusione non sembra essere riuscito a fornire forme significative di supporto».

Domenica 31 marzo la diocesi di Roma vivrà infatti la Giornata della carità: «Un'occasione particolare, durante il tempo di Quaresima, in cui gli animatori parrocchiali - operatori della carità, catechisti, educatori - sono invitati a sensibilizzare le comunità con segni concreti di condivisione». Tra questi anche una colletta con cui sostenere le iniziative del progetto «Come in cielo così in strada», che vede impegnata la diocesi nell'accoglienza straordinaria di 140 senza dimora. E in occasione della Giornata, l'organismo diocesano presenta anche il Rapporto «Caritas in cifre» illustrando con dati e grafici l'attività svolta nelle 52 opere diocesane - ostelli, comunità, case famiglia e mense sociali - che operano a supporto delle comunità coordinandosi con i 146 centri di ascolto parrocchiali.

Un'attività che, nel 2018, ha visto impegnati più di 4mila volontari per accogliere nelle mense oltre 11mila persone; ospitare 2mila senza dimora, famiglie, vittime di tratta e violenza; curare 4mila malati indigenti, incontrare e sostenere 15 mila detenuti. Grande l'impegno delle parrocchie per dare «ascolto» a 21mila famiglie. Oltre 385mila pasti distribuiti, 210mila pernottamenti, 13mila prestazioni sanitarie, 52mila visite domiciliari a malati e anziani. Un'opera pedagogica che ha coinvolto anche 7 mila studenti delle scuole superiori.

Cresce, infatti, il numero di situazioni di grave disagio economico e si acutizzano situazioni di emarginazione ed esclusione sociale legate alla solitudine, rileva il Rapporto. «Aumenta il numero dei nuclei familiari con figli minori e adolescenti che vivono forti difficoltà legate al basso reddito e alla mancanza di lavoro con sfratti, indebitamenti, famiglie costrette a vivere separatamente, ad abitare in case fatiscenti o a condividere con altre persone le proprie stanze», sottolinea don Benoni Ambarus, direttore della Caritas, spiegando: «L'attività lavorativa, spesso precaria e sottopagata, non riesce a rappresentare un fattore di riscatto economico e sociale, deprimendo in modo molto grave non solo le possibilità di risalita ma anche la dimensione della fiducia e della speranza». E - avverte la Caritas - «il reddito di inclusione, nel quale molte famiglie hanno riposto qualche aspettativa per attenuare l'intensità delle preoccupazioni quotidiane, non sembra essere riuscito a fornire forme significative di supporto, sia per l'inadeguatezza degli importi sia per l'inesistenza di fatto dei progetti di inserimento sociale e lavorativo che pure sono previsti dalla misura».

Il Rapporto della Caritas di Roma evidenzia come, a parte alcune rare situazioni di regressione parziale del disagio, nella maggior parte dei casi le condizioni di indigenza permangono o si approfondiscono in contesti già molto drammatici, nei quali emergono in modo evidente le caratteristiche di una povertà multidimensionale: disabilità, peggioramento della salute, forme di indebitamento, problematiche penalmente rilevanti, dipendenze. In ambito sanitario cresce il numero di famiglie italiane che chiede assistenza per l'acquisto di medicinali e per le cure odontoiatriche. Tra le persone accolte dai Centri di Ascolto diocesani e dai 146 Centri di Ascolto, parrocchiali tra loro collegati attraverso la rete diocesana «fattiDirete», gli italiani sono il 51%, contro il 47% dello scorso anno. Di questi il 65% sono donne. Vive in affitto il 46% delle persone accolte, in dimore di fortuna il 3%, presso amici e parenti l'11%, in occupazione il 3,7%, in centri di accoglienza il 2,8%. L'8,4% ha casa di proprietà.

«Non si tratta di un bilancio sociale - spiega don Benoni Ambarus, direttore della Caritas - e nemmeno della fredda rappresentazione di un lavoro: con esso vogliamo invitare le comunità a promuovere iniziative sempre più coinvolgenti e innovative per incontrare i poveri. Vuole essere uno stimolo a vivere un senso nuovo dell'esistenza nella vicinanza a chi soffre, nel segno della condivisione, della partecipazione e della passione. Questo anche con piccole iniziative di solidarietà, alla portata di ogni famiglia, dei gruppi giovanili e delle associazioni ecclesiali».