Madre uccide i due figli con un'iniezione letale e si toglie la vita
Ha usato la stessa sostanza che viene somministrata per le esecuzioni negli Stati Uniti. La cronaca della tragedia di Aosta
AOSTA - Prima li ha sedati. Poi, con un'iniezione letale di potassio, ha ucciso i suoi due figli: Nissen di 7 anni e Vivien di 9. Quindi si è tolta la vita iniettandosi lo stesso cocktail di farmaci che aveva portato a casa dall'ospedale Parini di Aosta in cui lavorava nel reparto di cardiologia. Sono drammatici i particolari della tragedia che ha scosso il piccolo centro di Aymavilles. A uccidere i due bambini e la donna è stata la stessa sostanza che viene utilizzata per le esecuzioni dei detenuti negli Stati Uniti.
Due lettere, poi il doppio omicidio e il suicidio
Prima di uccidere i due figli, Marisa Charrère ha scritto due lettere, trovate in casa, nelle quali ha denunciato del peso insopportabile delle avversità della vita. In giovane età la donna aveva perso il padre, deceduto in un incidente stradale. Nell'inverno del 2000 la stessa sorte era toccata al fratello Paolo, morto mentre stava pulendo la neve sulla strada regionale di Cogne.
Il ritrovamento dei corpi
Le forze dell'ordine sono state allertate intorno a mezzanotte dal marito della donna e padre dei due bambini, Osvaldo Empereur, agente del Corpo forestale della Valle d'Aosta, in servizio alla caserma di Arvier. L'uomo ha avuto una crisi di nervi dopo la tragedia ed è stato ricoverato in psichiatria. La madre di Marisa Charrere ha avuto un malore ed anche lei è stata trasportata in ospedale.
Il racconto di quei drammatici momenti
«Poco prima della mezzanotte ho sentito un rumore di sedie, poi delle urla. Quindi il silenzio. Pensavo che giocassero, chi avrebbe mai immaginato quello stava succedendo. Osvaldo è rientrato a casa poco più tardi» ha un vicina di casa all'Ansa. «Osvaldo, il marito, dopo essere entrato in casa, ha visto la scena e poi è uscito. Mi ha detto 'Marisa, Marisa ha ammazzato i figli e si è ammazzata lei!' Non riuscivano a portarlo via». Un altro vicino ricorda la famiglia come «affiatatissima. Mai uno screzio. I bambini giocavano spesso qui in cortile, con la bici, e andavano in montagna». Marisa «veva un carattere un po' chiuso» racconta il vicesindaco di Aymavilles, Fedele Belley «ma nessuno poteva immaginare una cosa simile».