23 settembre 2018
Aggiornato 05:00

Giorgia Meloni stacca la spina al centrodestra: «Ormai è finita»

Nel mirino della leader di Fratelli d'Italia anche l'operato di Matteo Salvini: «Parla solo di migranti, ma qui serve una rivoluzione economica»
Giorgia Meloni alla Camera dei Deputati
Giorgia Meloni alla Camera dei Deputati (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA - La nascita del governo del cambiamento tra la Lega di Matteo Salvini e il Movimento 5 stelle di Luigi Di Maio ha sancito la «fine del centrodestra». Ora bisogna guardare ad «orizzonti nuovi». Lo dice la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, in un colloquio con il Foglio. «La nascita del governo ha segnato la fine del centrodestra, adesso occorre esplorare orizzonti nuovi. Abbiamo il dovere di essere inclusivi verso culture politiche diverse. Guardo con interesse, per esempio, alla straordinaria esperienza di Giovanni Toti in Liguria e a quella di Nello Musumeci in Sicilia». Nel mirino di Giorgia Meloni c'è anche l'operato di governo di Matteo Salvini: «Ha scelto di allearsi con un partito sinistramente neomarxista, così la Lega rischia di deludere le aspettative del mondo produttivo che ci ha votato». Un esempio? «Sui dossier economici il Movimento 5 stelle pretende l'ultima parola, infatti ci hanno rifilato un decreto dignità che sembra scritto dalla Cgil e farà aumentare la disoccupazione».

«Si parla solo di immigrati»
In generale, tuona Giorgia Meloni, «sento parlare soltanto di migranti, l'Italia invece ha bisogno di una rivoluzione economica. La proposta leghista sulla tassa piatta fa impallidire, riguarderà, nella migliore delle ipotesi, un milione di persone». Eppure solo pochi giorni fa era l'unica vera 'sponsor' del centrodestra: parlava di alleanza «da rifondare» perché «non si può semplicemente riassemblare». Evidentemente l'appello a Matteo Salvini - «Credo che debba chiarire se l'attuale alleanza di governo sia momentanea o strategica è caduto nel vuoto».

Di certo con Forza Italia è finita
Una cosa però sembra certa: con Forza Italia è finita. «Dovrebbe sapere che il Patto del Nazareno non è riproponibile. Certo, anche noi abbiamo votato col Pd contro il decreto Dignità, ma lo abbiamo fatto perchè riteniamo che tratti le imprese da nemiche a aumenti la disoccupazione. Noi col Pd non abbiamo però alcuna condivisione, anzi prendendo così le distanze dai 5 Stelle abbiamo lanciato un segnale proprio alla Lega per ricostruire il fronte alternativo alla sinistra. Immaginando una intesa col Carroccio e aprendo il nostro percorso al mondo civile, cattolico, liberale». Così parlava poco più di una settimana fa. «Ora escono una serie di contraddizioni tra Lega e M5S, sulle quali avevo messo in guardia Salvini perchè ritengo sia difficile fare un governo di destra con gente di sinistra e temo che col passare del tempo le cose non potranno che peggiorare. Noi possiamo dare una mano, ma se il buongiorno si vede dal mattino non c'è da stare molto sereni».