16 dicembre 2018
Aggiornato 11:00

Inferno in autostrada, il «day after»: perché è esplosa l'autocisterna?

Mentre il tratto di tangenziale viene riaperto e i feriti in ospedale ricevono le visite delle istituzioni, la procura di Bologna apre un'inchiesta per disastro colposo

BOLOGNA – Si torna lentamente alla normalità a Bologna, il giorno dopo l'esplosione in autostrada del camion cisterna che trasportava liquido infiammabile, che ha provocato la morte di due persone tra cui lo stesso conducente dell'autocisterna. A seguito delle verifiche proseguite per tutta la notte da parte dei tecnici di Autostrade per l'Italia, che hanno confermato la transitabilità del tratto nella carreggiata opposta a quello crollata, alle ore 9:25 è stato riaperto il raccordo di Casalecchio in entrambe le direzioni. L'obiettivo di far riprendere il più rapidamente possibile la circolazione è stato raggiunto predisponendo uno scambio di carreggiata, che consente agli utenti provenienti da Firenze di raggiungere la A14 tramite una corsia in deviazione sulla carreggiata opposta. Riaperto anche il tratto di tangenziale compreso tra gli svincoli 2 e 3 in direzione dell'A1, tratto che rimane invece chiuso in direzione dell'A14. Al momento, fa sapere Autostrade, non si registrano disagi alla circolazione. Si ricorda che la deviazione in atto non riguarda coloro che dalla A1 provenendo da Milano sono diretti verso la A14, e viceversa, il cui percorso resta quindi inalterato. Nel corso della mattinata si terrà un incontro presso la Prefettura di Bologna per valutare la situazione. Autostrade per l'Italia, già nel corso della notte, ha avviato le prime operazioni di ripristino ed è pronta a realizzare ogni possibile soluzione finalizzata alla normale ripresa della circolazione nel minor tempo possibile.

Visite istituzionali
A Borgo Panigale sono in corso le verifiche da parte dei Vigili del Fuoco sui danni provocati agli edifici circostanti il luogo dell'esplosione dell'autocisterna: sul luogo, informa un tweet dei vigili, «squadre Usar e cinofili procedono alla verifica della presenza di eventuali ulteriori persone coinvolte». Intanto il sottosegretario alla Giustizia, Jacopo Morrone, accompagnato dal sottosegretario alla Cultura e Turismo, Lucia Borgonzoni, ha compiuto una visita lampo al poliziotto M.R. e a un cittadino di nazionalità bulgara, feriti durante l'incendio scoppiato in seguito all'incidente stradale e ricoverati al reparto grandi ustionati dell'ospedale Bufalini di Cesena. Morrone e Borgonzoni, che si sono incontrati nel nosocomio cesenate con il premier Giuseppe Conte, hanno avuto rassicurazioni sullo stato dei due feriti. I sottosegretari sono poi partiti alla volta di Bologna per visitare i feriti ricoverati all'ospedale Maggiore.

Aperta un'inchiesta
«Sono venuto qui per accertare di persona le conseguenze sulle persone, le cose e i luoghi e posso dire che rispetto a quelle che potevano essere possiamo ritenerci fortunati. È una tragedia senza dubbio ma i feriti sono in via di guarigione, la situazione è sotto controllo, la macchina dei soccorsi è stata fantastica – ha detto il premier Giuseppe Conte all’uscita dall’ospedale Maggiore di Bologna dove ha visitato a sua volta i feriti – Essere qui è un modo per essere vicino alle persone e ai loro familiari, testimoniare la vicinanza del governo alle persone che hanno sofferto questa situazione. Ci sono accertamenti in corso, la procura ha avviato un’indagine, dobbiamo capire quello che è successo per prevenire ma il problema non è annunciare nuove normative, ma vigilare sulla sicurezza». È stato il procuratore di Bologna Giuseppe Amato a comunicare che è stato aperto «il fascicolo a carico di ignoti dove si ipotizza il disastro colposo e ovviamente il reato di omicidio, lesioni colpose stradali plurime. Non abbiamo sequestrato quel tratto di tangenziale, per permetterne già da oggi la riapertura». Amato sottolinea che «decisive saranno le immagini di videosorveglianza. Forse un momento di distrazione o un colpo di sonno ma è troppo presto per dirlo con certezza».