20 agosto 2018
Aggiornato 12:30

Raggi, linea dura contro i campi rom: «Pronta a mandare l'esercito»

Le polemiche per lo sgombero del Camping River non fanno arretrare la sindaca di Roma: «Stiamo facendo tutto quello che possiamo fare come Comune»
Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini e la sindaca di Roma, Virginia Raggi in conferenza stampa
Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini e la sindaca di Roma, Virginia Raggi in conferenza stampa (ANSA/FABIO FRUSTACI)

ROMA – La sindaca di Roma, Virginia Raggi, in un'intervista a La Verità, si dice favorevole all'ipotesi di utilizzare l'esercito per presidiare i campi rom: «È dal giorno in cui mi sono insediata che chiedo di poter rafforzare i controlli e la sicurezza. È dall'anno scorso che domando di poter applicare anche a Roma il decreto Terra dei fuochi. Il ministro Sergio Costa sta lavorando per estendere questo decreto a tutta l'Italia, e questo è un bene, viene incontro alle richieste che faccio da tempo», afferma la numero uno del Campidoglio. Dunque la possibilità di utilizzare l'esercito per presidiare gli accampamenti esiste ed è realistica, chiede l'intervistatore Francesco Borgonovo? «Penso proprio di sì».

Caccia ai colpevoli dei roghi
Nel frattempo, sui campi rom «stiamo già facendo tutto quello che possiamo fare come Comune. Abbiamo avviato indagini interne per individuare, ad esempio, i responsabili dei roghi nei campi. Questi responsabili sono la parte terminale di una filiera malata che comprende anche italiani e di cui i rom sono solo l'ultimo pezzetto. Stando alle indagini della Procura, ci sono imprenditori che affidano ai rom lo smaltimento dei rifiuti», spiega Raggi sottolineando che «servono soluzioni molto serie. Noi abbiamo cominciato a installare telecamere fuori dai campi, abbiamo disposto maggiori presidi di controllo. Purtroppo, però, la polizia locale ha una carenza di organico di circa 3 mila unità. Dunque abbiamo la necessità di avere un supporto da parte di altre forze dell'ordine».

Il caos dello sgombero
Parecchie polemiche, nelle settimane passate, ha sollevato in particolare lo sgombero del Camping River: «Quella storia parte nel giugno del 2017, è molto lunga e articolata – spiega la prima cittadina della Capitale – Noi abbiamo cominciato oltre un anno fa a lavorare con le famiglie, per capire chi avesse effettivamente diritto a essere accolto e chi no. Parliamo di un insediamento che ospitava circa 450 persone, dunque una struttura molto grande, su cui è stato fatto un grosso lavoro. Abbiamo fatto un censimento socio sanitario, poi delle verifiche patrimoniali. Abbiamo scoperto delle situazioni di totale illiceità. Abbiamo mandato via dal campo circa 80 persone che, dopo le verifiche, sono risultate in possesso di un patrimonio. Alcuni possedevano beni, auto anche di grossa cilindrata».