19 agosto 2018
Aggiornato 21:00

Raggi difende lo sgombero del campo rom: «Ora torna la legalità»

La sindaca di Roma spiega le ragioni che hanno portato alla chiusura del Camping River: «C'era un rischio sanitario. Mettiamo fine a sprechi ed emarginazioni»
Lo sgombero del campo rom Camping River di Roma
Lo sgombero del campo rom Camping River di Roma (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ROMA«La legalità e la tutela dei diritti delle persone. Con questi principi saldi prosegue la nostra azione per il superamento dei campi rom: da oggi, il Camping River chiude». Lo ha spiegato la sindaca di Roma su Fb. «Da questa mattina 180 agenti della Polizia Locale e i colleghi della Polizia di Stato sono a lavoro per liberare l'area del campo che, per problemi igienico-sanitari, stava mettendo a rischio la salute degli stessi abitanti – sostiene la sindaca – Altri nuclei familiari, dopo quelli che hanno già accettato negli ultimi mesi, si stanno ora trasferendo presso le strutture di accoglienza di Roma Capitale: continuiamo a mettere a loro disposizione soluzioni che consentono alle famiglie di restare unite», aggiunge Raggi.

Inclusione e legalità
«Sempre più persone, inoltre, stanno chiedendo ai nostri operatori informazioni riguardo le misure di inclusione abitativa e lavorativa, e i rientri volontari assistiti nei Paesi di origine – continua Raggi – È inaccettabile continuare a finanziare luoghi come questi dove si favorisce la ghettizzazione e, soprattutto, dove le condizioni di vita non tutelano i diritti di bambini, donne e uomini – sostiene ancora la sindaca – Una 'terza via 'basata su inclusione e rispetto della legalità, tutela dei diritti e rispetto dei doveri è possibile – continua Raggi – Lo dimostrano i primi rientri volontari assistiti in Romania che abbiamo organizzato: le testimonianze delle famiglie già tornate a casa ci fanno capire che siamo sulla strada giusta. È per questo che proseguiamo con determinazione ad applicare il nostro modello: garantire l'inclusione e un rigoroso rispetto della legalità potrà mettere fine alla realtà ghettizzante dei campi e dare maggiori tutele ai più piccoli», continua Raggi nel lungo post.

Stop agli sprechi
«Mettiamo fine ad un sistema che per decenni ha emarginato le persone, creato disagi ai cittadini, sperperato centinaia di milioni di euro che avrebbero potuto essere investiti diversamente. È un cambio di marcia rispetto al passato – secondo la sindaca – stiamo unendo fermezza ed inclusione non appiattendoci sulle posizioni estremistiche di chi propone l'assistenzialismo ideologico senza regole o chi vorrebbe la chiusura dei campi senza proporre alternative di vita concrete alle persone. Abbiamo scelto la strada più difficile ma più giusta: una 'terza via' è possibile – conclude Raggi – In questo modo potremo gradualmente mettere fine ai roghi tossici e al traffico illecito di rifiuti; potremo tutelare maggiormente le persone in condizioni di fragilità, anche coloro che sono stati costretti a vivere in condizioni disumane nei campi. Passo dopo passo Roma sta cambiando».