16 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
Cronaca

Dopo gli insulti, le minacce: proiettili alla sede della Lega

Il caso a Varese. La denuncia del deputato Paolo Grimoldi: «Ennesimo atto intimidatorio». Ma «non ci fermeranno»

Paolo Grimoldi e Matteo Salvini
Paolo Grimoldi e Matteo Salvini ANSA

VARESENon solo scritte sui muri di minacce e insulti. Una lettera con bossoli e proiettili è stata recapitata a una sezione della Lega di Varese. La denuncia arriva da Paolo Grimoldi, deputato segretario della Lega Lombarda e deputato del Carroccio, che parla di «ennesimo atto intimidatorio», ricordando che «un episodio analogo, nella stessa sede, era accaduto anche un anno fa». Secondo Grimoldi, si è creato «un clima di pesante intimidazione intorno al nostro movimento in Lombardia: nell'ultimo biennio - evidenzia - sono state aggredite e danneggiate numerose nostre sezioni in tutto il territorio lombardo, il tutto nel più totale silenzio del Pd e dalla sinistra». Da qui la richiesta rivolta «a tutte le forze politiche» di «stigmatizzare questi continui episodi di violenza di cui siamo vittime: perché il silenzio rimbomba ed è complice di chi alla democrazia preferisce la violenza, di chi vuol fermare la battaglia per il cambiamento di un movimento democratico e pacifico come la Lega».

La cronaca e il «clima di paura»
Nella busta recapitata nel pomeriggio di ieri, domenica 15 luglio, nella sede storica della Lega in piazza del Podestà due proiettili e una lettera di minacce. «Mi hanno detto che era roba grossa» ha commentato a VareseNews il commissario della sezione varesina, Andrea Gambini. Poi la conferma: «La lettera di minacce era indirizzata al nostro partito, in particolare contro Salvini e l’azione di governo». Poi l'invito «alla calma e a tenere duro», sottolinenando che i militanti della Lega non si lasceranno intimidire dall’ennesimo atto minaccioso.

«Non è la prima volta»
Il fatto riporta alla mente quanto accaduto il 15 giugno dello scorso anno, quando nella stessa sede della Lega arrivò una busta con due proiettili e una lettera contenente messaggi che facevano riferimento alla situazione dell’Ucraina a firma Lotta Continua accompagnata dal simbolo dell’anarchia.
«Ora aspettiamo che la Digos faccia le sue indagini. Se accadono ancora cose di questo genere in una democrazia consolidata, non mi resta che allargare le braccia» il commento del deputato della Lega, Matteo Bianchi. «Ho preso tante manganellate agli esordi della Lega perché era considerata fuori dal sistema» ricorda Gambini. «Oggi ricevo proiettili e lettere minacciose, ma non saranno certo queste cose a fermare persone che fanno politica da quarant’anni».