21 luglio 2019
Aggiornato 19:00
Immigrazione

Meloni, Salvini e il M5s: attacchi e sfottò contro le «magliette rosse» pro-accoglienza

La leader di Fdi propone le «maglie azzurre» per i poveri italiani. Salvini li deride e punta il dito contro Saviano e Boldrini. Di Maio e Di Battista all'attacco

ROMA - «Gli italiani hanno scelto e io sto con loro, fatevene una ragione!», così il ministro dell'Interno Matteo Salvini che su Twitter posta una sua foto accanto a quelle di Boldrini e Saviano che indossano magliette rosse. Il leader della Lega indossa una maglietta bianca con su scritto: «Divieto di svolta a sinistra». Questo lo sfottò da parte di Salvini al 'popolo delle magliette rosse' che ieri hanno riempito le piazze italiane e i social per chiedere «umanità». Giorgia Meloni invece prova a lanciare una 'contromanifestazione' con le «magliette azzurre» per gli italiani sotto la soglia di povertà. «Laura Boldrini, Gad Lerner, Roberto Saviano e una serie di altri personaggi hanno lanciato una campagna nella quale indossano una maglietta rossa per chiedere più accoglienza» attacca la leader di Fratelli d'Italia. «Io ho un sacco di magliette rosse però mi mancano il rolex e l'attico a New York, quindi non mi metto a pontificare sull'immigrazione come fanno questi radical chic». La proposta di Giorgia Meloni è di «indossare una maglietta azzurra e chiedere a voi di indossarla in solidarietà con i 5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà, perché è di loro che noi chiediamo che si occupi lo Stato italiano». 

Il Movimento 5 stelle all'attacco
Duro il commento di Luigi Di Maio ch denuncia come a guidare la protesta di sarebbero «associazioni che hanno sempre detto di accogliere tutti, ma vedere il Pd che ha bombardato la Libia, ha fatto soldi sul business dell'immigrazione, ha mandato militari a far le guerre e poi si mette oggi le magliette rosse...». Magliette che - ha attaccato il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico intervistato da Maria Latella su Sky Tg 24 - «dovevano mettere dieci anni fa». Poi, il 'manifesto politico' del governo Conte: «L'obiettivo nostro è che l'Europa si prenda le sue responsabilità e far capire che i porti li chiudono gli altri»

Il più duro è Alessandro Di Battista
«Ehi tu che indossi una maglietta rossa sei lo stesso lacchè di Napolitano, colui che convinse il governo a dare via libera ai bombardamenti in Libia, preludio di una delle crisi migratorie più gravi della storia?». Esordisce così Alessandro Di Battista in un post su Facebook in cui critica l'iniziativa pro-migranti. «Sei tu, ti riconosco, sei stato il supporter di Hillary Clinton, ti ci sei fatto anche i selfie insieme, ma è lei - prosegue l'esponente M5s - che convinse Obama ad uccidere Gheddafi e non lo fece per le violazioni dei diritti umani ma per fare un favore all'amico francese, quel Sarkozy che aveva ricevuto milioni di euro dallo stesso Gheddafi e che aveva paura che un giorno costui avrebbe parlato». E ancora: «Tu che indossi la maglietta rossa - insiste - quando eri al governo del Paese non hai fatto nulla per contrastare l'ignobile business sulla pelle dei migranti. Non hai mai fatto controlli su quelle cooperative che si intascavano milioni lasciando alla povera gente soltanto briciole. E perchè non l'hai fatto? Perché erano bacini di voti! Tu con la maglietta rossa ti indigni, ti ergi a paladino dei più deboli, ti scandalizzi per il muro di Trump (che tra l'altro è il muro di Bush padre e figlio, di Clinton marito e moglie e del premio Nobel per la pace Obama) ma taci di fronte a quello in Cisgiordania».

«Avresti dovuto indossare 100 maglie negli ultimi 20 anni»
«Tu oggi indossi una maglietta - prosegue Di Battista - ma ne avresti dovute indossare almeno 100 negli ultimi 20 anni, una per ciascuna delle cause che fanno fuggire gli africani o i messicani dalle loro case. E senza rendertene neppure conto sei tu stesso una di quelle cause. Lo sei quando sposi il politicamente corretto quando l'unica soluzione sarebbe urlare; lo sei quando ti affidi, ancora una volta, ai carnefici. Anche se vestiti elegantemente e con il 'mignolino' alzato sempre carnefici sono. Lo sei quando, annoiato da un'esistenza troppo comoda, organizzi un festino tra lussuose mura domestiche alimentando quel mercato della droga che, dalle parti dove sono adesso, è una delle ragioni della fuga della povera gente». Certo, l'esponente del M5s riconosce che «ci sono tante bravissime persone che oggi indossano una maglietta rossa» ma «c'è un mucchio di gente ipocrita che ha deciso di sposare quella solidarietà pelosa ottima alleata del sistema e della reiterazione delle ingiustizie. Quanto conformismo e quanta viltà si nasconde nella facile solidarietà. Ed è quel conformismo che ti fa credere che tu stia facendo qualcosa di buono anche se non stai facendo assolutamente niente».