22 settembre 2018
Aggiornato 00:00

Maltrattava i bambini durante le lezioni: arrestato maestro di Corano

Sei mesi di indagini hanno permesso di ricostruire quanto avveniva durante le lezioni a domicilio. Le vittime sono due bambini
Foto di repertorio
Foto di repertorio (ANSA/EPA/JAIPAL SINGH DC)

ROMA - Lo scorso 3 luglio gli agenti della Squadra Mobile della Questura, al termine di una «complessa indagine», hanno arrestato un maestro di Corano, H.M.A., 28enne del Bangladesh. L'attività investigativa è iniziata a gennaio, dopo la segnalazione alla polizia, da parte di alcuni vicini di casa, di una situazione di presunti maltrattamenti subiti da due bambini durante lezioni a domicilio di religione islamica tenute dal maestro, tre volte a settimana, in uno stabile nel quartiere romano di Torpignattara. Gli agenti hanno svolto una complessa e articolata attività di indagine per ottenere precisi riscontri dei maltrattamenti subiti dai minori, anche attraverso operazioni tecniche che hanno permesso di monitorare l'abitazione della famiglia.

Le indagini
Le indagini hanno fatto emergere il «senso di ingiustizia» per i metodi di insegnamento che i bambini hanno subito. La 'rete sociale' intorno ai minori, sia nel quartiere che nell'ambito scolastico, «ha saputo farsi carico della loro richiesta di aiuto, contribuendo al lavoro degli inquirenti per interrompere le condotte vessatorie e violente del maestro». Le immagini visionate dagli inquirenti hanno confermato ed evidenziato i metodi non convenzionali usati dall'insegnante che, davanti alle difficoltà di apprendimento dei due minori, li offendeva, li minacciava di morte, utilizzando anche il manico di una scopa a scopo intimidatorio, con percosse che hanno provocato piccole lesioni sul corpo dei bambini e crisi di pianto.

L'arresto
Il maestro di Corano è stato rintracciato in strada mentre si dirigeva presso l'abitazione di un'altra famiglia della comunità bengalese per tenere lezioni di religione ed è stato arrestato e associato al carcere di Regina Coeli. Ai genitori dei minori maltrattati è stata notificata la misura cautelare dell'obbligo della presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria, come monito per aver «accettato i metodi brutali e violenti dell'insegnante di religione, concorrendo, per tale aspetto, nel reato a lui contestato».