20 settembre 2018
Aggiornato 00:30

Lazio, Zingaretti tra mozione di sfiducia e intesa con M5S

Alla fine la mozione di sfiducia promessa da Fratelli d’Italia è arrivata, appoggiata da Pirozzi. Lombardi concede fiducia al governatore
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti durante le comunicazioni al Consiglio Regionale del Lazio, Roma, 11 aprile 2018.
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti durante le comunicazioni al Consiglio Regionale del Lazio, Roma, 11 aprile 2018. (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - La mozione di sfiducia al presidente Zingaretti, alla fine, è stata protocollata e depositata dal gruppo alla Regione Lazio di Fratelli d’Italia. «Non ci sono le premesse per avviare una legislatura regionale che si occupi dei cittadini e del territorio» hanno fatto sapere il capogruppo Fabrizio Ghera e i consiglieri regionali Giancarlo Righini e Chiara Colosimo. La mozione di sfiducia ha trovato il sostegno del sindaco di Amatrice eletto alla Pisana, Sergio Pirozzi: «Giochiamo a carte scoperte: se centrodestra è centrodestra sia opposizione, firmiamo la mozione di sfiducia. Se il M5s è alternativo, un gesto di serietà».

«Mancano i numeri»
Di fatto, secondo gli esponenti di Fdi, mancano concretamente i numeri per governare e viste le numerose emergenze da fronteggiare – «peraltro non risolte dall'ultima consiliatura sempre targata Zingaretti» - va da sé che la Regione non può permettersi picchi di instabilità. «Del resto – proseguono da Fratelli d’Italia – le dichiarazioni e i vari interventi del neo presidente non danno rassicurazione sui tempi in merito a come affrontare questo momento di grande incertezza. Sanità, rifiuti, trasporto pubblico, commercio sono temi importanti sui quali non ci sembra vi siano proposte di merito, temi che andrebbero scandagliati e che invece sono stati lasciati appesi dalla precedente amministrazione regionale». Pirozzi sembra appoggiare l’iniziativa: «Si approva il bilancio per far funzionare un minimo la Regione e il giorno dopo andiamo tutti a casa. Mi sono candidato soprattutto per salvare la mia terra – ha specificato il sindaco di Amatrice – per questo voglio sapere chi sta con Zingaretti e faro' le mie valutazioni. Certamente io non ci sto, perche' sono opposizione».

M5S in soccorso di Zingaretti?
A salvare il governo regionale targato Zingaretti-bis potrebbe arrivare il sostegno dei Cinquestelle. Il governo del Lazio nel quinquennio passato è stato «inadeguato», ha sottolineato Roberta Lombardi nel suo discorso alla Pisana: sembra che i cittadini laziali, però,  secondo la consigliera M5S, la pensino diversamente a giudicare dai risultati elettorali. E così, «il Movimento è pronto a lavorare per il bene della Regione, a patto che venga ribadita la ‘centralità legislativa’ del Consiglio e delle commissioni». La Lombardi, però, specifica che non si tratta di «fiducia in bianco», ma della disponibilità a convergere su questioni pratiche con la verifica a breve scadenza dell'efficacia di questa politica. «L'interesse pubblico – ha sottolineato – deve rimanere preminente, perché ad esempio un modello di privatizzazione della sanità come quello lombardo non incontrerà mai il favore del Movimento».