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Come il caso dei migranti a Bardonecchia sta unendo i partiti italiani

Sta diventando un caso politico e diplomatico, con ricadute sull’Ue, il comportamento dei doganieri francesi che sono entrati armati nella sala della stazione di Bardonecchia

Migranti a Bardonecchia
Migranti a Bardonecchia (Danilo Balducci via ZUMA Wire)

BARDONECCHIA - Sta diventando un caso politico e diplomatico, con ricadute sull’Unione europea, il comportamento dei doganieri francesi che ieri sera sono entrati armati nella sala della stazione di Bardonecchia, dove operano i volontari di Rainbow4Africa, i mediatori culturali e gli avvocati di Associazione Studi Giuridici Immigrazione. A quanto risulta i poliziotti francesi hanno accompagnato un migrante fermato alla stazione ferroviaria perché potesse andare in bagno e poter fare le analisi delle urine. L’ingresso sarebbe avvenuto senza il consenso dei volontari presenti. Mentre la Farnesina ha chiesto «spiegazioni al governo francese e all’ambasciata di Francia a Roma», convocando l’ambasciatore di Parigi prima di «intraprendere qualsiasi eventuale azione», i partiti contestano l’operato dei gendarmi.

Pd: "Così non si fa"
Per il segretario reggente del Pd Maurizio Martina «i fatti di Bardonecchia sono gravi. Così di certo non si fa la nuova Europa». Dal canto suo il segretario di Sinistra italiana e deputato di Leu, Nicola Fratoianni, sottolionea di «non avere ancora letto la notizia della protesta del ministro Minniti e del ministro Alfano nei confronti del governo francese. Che un nucleo di poliziotti francesi intervenga in territorio italiano, in spregio a tutti gli accordi tra i due Paesi, faccia irruzione in un centro di solidarietà gestito da un comune italiano è un fatto gravissimo. Se Macron, e il suo governo, pensa che siamo una colonia sbaglia in pieno». Il senatore del Pd Edoardo Patriarca afferma che «dopo quanto è successo serve un vertice europeo sull’immigrazione, per capire meglio quali sono le politiche comuni in questo settore». Il Movimento 5 Stelle del Piemonte definisce «inaccettabile l’irruzione della Polizia francese» e si aspetta «una ferma risposta da parte delle istituzioni italiane».

Meloni: "Inaccettabile violazione della sovranità"
Il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni parla di una «inaccettabile violazione della sovranità italiana da parte della Francia. Così si è ridotta l’Italia dopo sei anni di governi asserviti alle cancellerie straniere. Fratelli d’Italia chiede che l’ambasciatore francese sia immediatamente convocato dalla Farnesina per chiarire questo ennesimo gravissimo atto contro l’Italia». Per Matteo Salvini, segretario della Lega, «altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi! Con noi al governo l’Italia rialzerà la testa in Europa, da Macron e Merkel non abbiamo lezioni da prendere, e i nostri confini ce li controlleremo noi». Anche Forza Italia, attraverso Daniela Ruffino, deputata di Forza Italia sostiene che «farà bene il presidente Gentiloni a presentarsi subito in Parlamento per riferire sulla vicenda e soprattutto per chiarire i passi che intende compiere verso Parigi e in sede europea».

LeU e +Europa: "Fatto grave"
Liberi e Uguali e +Europa chiedono che il governo riferisca in Parlamento. «Quanto accaduto alla stazione di Bardonecchia rappresenta un fatto grave», ha detto Roberto Speranza di LeU chiedendo che «il governo, nel pieno delle sue funzioni per le attività correnti, venga al più presto a riferire in Parlamento sull’esatta dinamica dei fatti». Sulla stessa posizione Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani e deputato di +Europa che chiede che «su Bardonecchia il governo riferisca in Aula. È urgente fare chiarezza, su questa vicenda come sul caso Open Arms. Operazioni di salvataggio in acque internazionali di cui si cede il controllo ai libici, controlli «abusivi» della polizia di frontiera francese in territorio italiano e in un locale del comune destinato all’accoglienza» per Magi «è la rappresentazione di una Italia debole in un’Europa che si disgrega. A scapito di trattati, convenzioni internazionali e della nostra Costituzione, a scapito dello stato di diritto e dei diritti umani. Quando si capirà che l’Italia può essere più forte e sicura solo all’interno di un’Europa più unita, con regole comuni per la gestione dei flussi migratori e il controllo delle frontiere esterne?».