22 agosto 2019
Aggiornato 12:00
Terrorismo

Torino, arrestato italo-marocchino «ideologo» dell'Isis in Italia. Minniti: terrorismo mai così pericoloso

Dopo Foggia, infiltrazioni terroristiche anche a Torino. Minniti lancia l'allarme: terrorismo mai pericoloso come ora

Un fermo immagine tratto da un video della Polizia mostra il 23enne italo-marocchino Elmahdi Halili arrestato a Torino per terrorismo, già fermato a Brescia nel 2015
Un fermo immagine tratto da un video della Polizia mostra il 23enne italo-marocchino Elmahdi Halili arrestato a Torino per terrorismo, già fermato a Brescia nel 2015 ANSA

TORINO - Dopo Foggia, infiltrazioni terroristiche anche a Torino. Una città che, come noto, ospita una numerosissima comunità araba, e marocchina in particolare. La polizia di Torino – con il supporto degli uffici di polizia di Milano, Napoli, Modena, Bergamo e Reggio Emilia – ha eseguito un´ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del capoluogo piemontese e 13 perquisizioni domiciliari e personali nei confronti di appartenenti agli ambienti dell´estremismo islamico stanziati nel nord Italia. Con il Ministro dell'interno Minniti che lancia l'allarme: "Terrorismo islamico mai così pericoloso in Italia. L´indagine, svolta dalla DIGOS di Torino con il supporto del Servizio per il Contrasto dell´Estremismo e del Terrorismo Esterno dell´UCIGOS, ha portato all´arresto per partecipazione all´associazione terroristica dello Stato Islamico di un 23enne marocchino naturalizzato italiano, Elmahdi Halili. Con lui, sono finiti nella rete degli investigatori altri stranieri ed italiani convertiti all´islamismo, attivamente impegnati in una campagna di radicalizzazione e proselitismo condotta soprattutto sul web.

I precedenti
L´indagine della polizia parte a fine 2015, quando il giovane era stato già oggetto di una sentenza di patteggiamento, emessa dal Tribunale di Torino alla pena di due anni di reclusione con sospensione condizionale per istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, avendo redatto e pubblicato sul web alcuni documenti di esaltazione dello Stato Islamico. Le successive attività di indagine avviate dai poliziotti della Digos hanno evidenziato un crescente percorso di radicalizzazione di Halili che, nonostante la sentenza, aveva intensificato la sua attività di proselitismo ed indottrinamento mediante il reperimento, la consultazione su diverse piattaforme multimediali e l´archiviazione di vario materiale di propaganda ed inneggiante al jihad prodotto dallo Stato Islamico.

La playlist del terrore
Tra il materiale confluito nell’indagine ci sono diversi filmati riproducenti le gesta dei mujaheddin in Siria ed Iraq, le cruente esecuzioni operate nei confronti di civili e militari, le rivendicazioni o celebrazioni degli attentati di Parigi e Bruxelles, nonché gli infervorati sermoni di «predicatori dell´odio» del calibro di Anwar Al-Awlaki, conosciuto anche come «il Bin Laden di Internet», considerati da Halili come dei veri e propri padri spirituali al pari del portavoce del Califfato Mohamed Al Adnani. Proprio in occasione della diffusione della notizia della morte di Al Adnani, l´uomo arrestato aveva creato e pubblicato su una piattaforma social ad accesso pubblico con tre playlist con i messaggi più famosi del defunto portavoce dello Stato Islamico, tra cui quello diffuso nel settembre 2014 che veicolava l´ordine dello Stato Islamico di scatenare la campagna del terrore in Europa che portò alle stragi compiute a partire dal gennaio 2015.

Il primo testo dell'Isis in italiano
Il primo testo dell'Isis redatto in italiano "Lo Stato islamico, una realta' che ti vorrebbe comunicare", finito all'attenzione dei nostri 007 tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, recava proprio la firma di Halili Elmahdi. Qualche mese dopo il giovane residente a Lanzo finì coinvolto in un'inchiesta della Digos di Brescia, "Balkan Connection", per poi patteggiare una condanna a due anni per istigazione a delinquere con finalita' di terrorismo. "Ho deciso di scrivere questo testo - scriveva Halili nell'introduzione - per cercare di presentare in modo riassuntivo una realtà di cui si parla molto: lo Stato Islamico che tutti conoscono attraverso i media accusatori ma non tramite i media degli accusati": a seguire, un pdf di 64 pagine piene di grafici, interviste e spiegazioni che elogiavano la vita sotto l'Isis in tutti quei territori dove,  "grazie all'applicazione della Sharia e delle punizioni regolate dal Libro di Allah" si e' instaurata una "reale sicurezza". 

Minniti: "Terrorismo islamico mai così pericoloso"
In merito all'allerta terrorismo, dopo l'arresto dell'imam di Foggia, il ministro dell'Interno Marco Minniti ha detto che "nessuno ha mai detto che fosse finita. Il quadro della minaccia di Isis rimane radicalmente immutato. Anzi, la caduta di Raqqa e Mosul, se da una parte fa venir meno l'elemento 'territoriale' del Califfato, dall'altro aumenta la pericolosità dell'altra componente, quella terroristica", "lo Stato islamico è stato capace di arruolare 25-30 mila foreign fighters da circa 100 Paesi diversi. La più importante legione straniera che la storia moderna ricordi. Molti sono morti, ma i sopravvissuti stanno cercando rifugio altrove. Anche qui in Europa». II patto siglato con l'Islam funziona? "Questa inchiesta rende evidente quanto ci fosse bisogno di quel patto e richiama lo stesso Islam italiano a una responsabilità ancora più forte. D primo punto del patto era fare delle moschee dei luoghi pubblici, dove ci fosse una conoscenza pubblica degli imam. E i sermoni in italiano", "l'italiano non protegge dal reato, rende però tutti quelli che ascoltano immediatamente consapevoli. Non hai bisogno di aspettare la traduzione di un'intercettazione ambientale per sapere se si sta commettendo un reato». Spiega poi che un importante strumento di prevenzione è il "rimpatrio per ragioni di sicurezza nazionale. Lo scorso anno abbiamo fatto 132 rimpatri, quest'anno già 29. Riportare questi soggetti nei Paesi di origine consente di intervenire all'inizio di una radicalizzazione prima che diventi un progetto terroristico. Questo ci pone all'avanguardia rispetto ad altre situazioni europee che purtroppo abbiamo sotto gli occhi in questi giorni». Ricorda poi che "l'Italia è l'unico Paese ad aver sconfitto prima un terrorismo politico, poi un terrorismo mafioso, senza mai ricorrere a uno stato d'eccezione. Questo è uno straordinario patrimonio del sistema Paese. Quell'idea, quel modo di mettere in campo le forze, è oggi importantissimo sia per la magistratura che per le forze di polizia. È questo che ha fatto la differenza, non Minniti".