17 giugno 2019
Aggiornato 17:00
Elezioni

Lombardia, Rosati: il candidato di Grasso che oltraggiò le Foibe 

L’ex segretario milanese della Cgil si vantò di non partecipare alla giornata dedicata ai martiri giuliano-dalmati

Onorio Rosati durante l'assemblea regionale di Liberi e Uguali. Cinisello Balsamo (MI), 12 Gennaio 2018. ANSA/FLAVIO LO SCALZO
Onorio Rosati durante l'assemblea regionale di Liberi e Uguali. Cinisello Balsamo (MI), 12 Gennaio 2018. ANSA/FLAVIO LO SCALZO ( ANSA )

MILANO – Lui è Onorio Rosati, ribattezzato "Disonorio Rosati». Il 10 febbraio 2016, quando il consiglio della Regione Lombardia rese omaggio alla giornata delle Foibe, pensò bene di sfilarsi dalle celebrazioni e non partecipare. C'è di più: il candidato di LeU, rivendicò il gesto vergognoso sul suo profilo Facebook: «Oggi – scrisse nel post – in Consiglio regionale giornata della memoria per le vittime delle foibe. Io non parteciperò». Com'è possibile che il presidente del Senato non abbia mai preso le distanze da un simile personaggio e addirittura decide di candidarlo alla presidenza della Lombardi nel suo partito?

Gli elogi del Corriere
Pochi giorni fa, il principale quotidiano italiano ha offerto una recensione ultrapositiva di Rosati. Sul Corriere della Sera è stato raccontato il Rosati sindacalista, della sinistra riformista. Estremista? «Solo perché gli altri si spostano a destra» si è giustificato lui, suscitando quasi tenerezza. Che carino, Rosati: lui che «nei cortei caldi spesso e volentieri, vista anche la mole, gli toccava il servizio d’ordine». Neanche un accenno alla mancanza di rispetto verso le centinaia di morti innocenti uccisi e infoibati dai partigiani titini.

Provocazioni su provocazioni
Quando in Italia si respirava il più acceso anti-berlusconismo, ricorda il Corrierone, al segretario milanese della Cgil viene l’idea di invitare pubblicamente il sindaco Letizia Moratti al corteo del 25 aprile, «mossa che ovviamente scatenò la contestazione della piazza rossa». Ovviamente sono sempre gli altri che si spostano a destra: lui, invece, rimane inchiodato sulle sue posizioni. Anzi, raddoppia: sulla sua pagina Facebook – come ha notato il Corriere – da qualche settimana campeggia un ritratto di Lenin, in omaggio all’anniversario della rivoluzione russa. 

Il silenzio di Grasso
Ora, dunque, Onorio Rosati è stato acclamato dal partito lombardo come candidato alle prossime regionali. Di stringere un accordo con chi ha proposto Gori, neanche a parlarne: «Nulla di personale contro lui – aveva precisato – ma le politiche del Pd rappresentavo un ostacolo insormontabile». Nel quadro di una sinistra divisa sulle candidature, dunque, il presidente del Senato e leader di LeU, Pietro Grasso, è chiamato a tessere fili, trovare accordi. E ora anche a prendere le distanze da chi oltraggiò le vittime delle Foibe.