20 ottobre 2018
Aggiornato 15:30

Smontato e rimontato, la tormentata vita di Spelacchio

“Toglietelo. Anzi no, lasciamolo ancora un po’”, i tecnici che lo stavano portando via hanno interrotto le operazioni. La telenovela continua
Uno degli operai intervenuti per smontare Spelacchio
Uno degli operai intervenuti per smontare Spelacchio (ANSA)

ROMA – Avevano quasi finito il lavoro, gli operai che stavano togliendo gli addobbi per portare via l’albero ormai conosciuto in tutto il mondo. Poi, però, è arrivata la comunicazione che ha dato il contrordine: rimontare tutto, dalle palle luminose alla stella tolta dalla punta dell’abete. Sembra, infatti, che Spelacchio rimarrà a Roma fino a giovedì, quando probabilmente si celebrerà una festa d’addio. Diverse, invece, sono le ipotesi su quella che potrà essere la seconda vita dell’albero di piazza Venezia.

Quale futuro per Spelacchio?
Da vero e proprio danno di immagine per la Capitale, l’amministrazione comunale ha cercato di trasformarlo in una soluzione riparatrice. L'intesa tra la Giunta Capitolina e la Comunità della Val Di Fiemme, consentirà di riutilizzare il legno dell'albero, opportunamente lavorato, per qualcosa di utile alla città e senza alcun costo aggiuntivo. Con il legno di Spelacchio, verranno fatti dei gadget ricordo e realizzata una "Baby little Home", una casetta in legno per consentire alle mamme di accudire i propri bambini con fasciatoio, poltrona per l'allattamento e tavolino da gioco per i piccoli. A chiarire il futuro del legno è stata l'assessore Pinuccia Montanari: «La sua nuova vita non è assolutamente un'azione di business. Per questo, non limitiamoci a fare di Spelacchio solo il simbolo delle feste, facciamo di più, eleviamolo a simbolo di un'economia circolare sempre più necessaria per il futuro di Roma e delle nuove generazioni».

Il giallo dell’acquisto
I problemi dell’albero che sarà rimosso giovedì sera e tagliato in blocchi che verranno inviati in Val di Fiemme per la lavorazione, sono cominciati ben prima dell’arrivo, con le procedure per l’acquisto. Come se fosse colta di sorpresa dall’arrivo del Natale, la giunta capitolina ha provveduto con una determina «ad un affidamento diretto  individuando nella Società "ECOFAST SISTEMA srl" l’operatore economico con cui negoziare, tenuto anche conto dell’entità dell’importo previsto e della professionalità necessaria allo svolgimento del servizio in oggetto». Tutto questo per la cifra di 48.677 euro, ovvero tre volte di più rispetto allo scorso anno. L'episodio delle operazioni di smontaggio fatte fermare, per poi installare nuovamente gli addobbi, hanno confermato una certa leggerezza nella gestione di quello che in tutto il mondo simboleggia le festività natalizie nella città di Roma.

Le operazioni sbagliate
Poi, una volta arrivato a Roma, è arrivata l’altra figuraccia: come aveva spiegato alla trasmissione Agorà Antimo Palumbo, storico degli alberi ed esperto del patrimonio arboreo della capitale, l’albero è rimasto danneggiato già durante la fase di innalzamento, il lato sinistro sta infatti peggio rispetto al lato destro. Successivamente, l’albero ha subito il forte sbalzo termico con la temperatura che si è alzata di vari gradi dopo il freddo che lo aveva accolto. Infine, per nascondere il fatto che l’albero non aveva le radici, era stato deciso di collocarlo in un cubo di cemento, mimetizzato, con quattro tiranti laterali. Questo ha causato il danno che ha contribuito a rendere Spelacchio l’abete più discusso in tutto il mondo.