10 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

Tor Bella Monaca, anziana muore e migranti le occupano la casa: le telecamere di DiariodelWeb.it denunciano l'ennesimo caso di degrado a Roma

La signora Bruna Patrizi è deceduta il 28 ottobre: il rapido passaparola ha portato all'occupazione nelle ore successive dell’abitazione popolare di via Galopini 7

ROMA - Dopo ripetute segnalazioni, le forze dell’ordine sono intervenute, ma senza poter procedere allo sgombero. Quanto successo l’ultima domenica di ottobre, però, rappresenta un campanello d’allarme che descrive molto bene una regia occulta dietro il fenomeno delle occupazioni abusive: extracomunitari, spesso clandestini, vengono istruiti su come comportarsi e cosa dire in caso di intervento di carabinieri e polizia. Tor Bella Monaca è una delle zone di Roma più periferiche e dimenticate dall’amministrazione comunale e dallo Stato. A confermare questo stato di abbandono c’è l’occupazione dell’appartamento abitato da un’anziana donna deceduta sabato scorso. Come una macchina perfettamente oliata, gli extracomunitari si sono recati davanti all’appartamento nel pomeriggio di domenica per sradicare gli stipiti della porta a colpi di piccone. Una volta entrati – con un paio di minori, per essere sicuri di non essere cacciati – hanno dimostrato scarsa propensione al dialogo.

FALSE ACCUSE PER DIFENDERSI - Addirittura, a un condomino che ha provato a farli ragionare, uno degli occupanti si è rivolto con frasi come: «Ma non mi rompere altrimenti ti denuncio e dico che mi hai chiesto 2mila euro per occupare questa casa». Ovviamente, come testimoniano le numerose denunce avanzate dal residente, la richiesta di soldi risulta completamente inventata. Nelle ore successive, però, sono stati avvistati numerosi immigrati – anch’essi nordafricani – che entravano e uscivano dall’appartamento. In quanti vivono nella casa che fino a domenica era della signora Bruna, è difficile dirlo. Gli altri condomini stanno vivendo giorni di panico proprio perché non sanno che persone si siano accampate e, soprattutto, hanno paura a uscire di casa nel terrore che venga occupata anche la loro.

ASSENZA DI LEGALITÀ - E le forze dell’ordine? «Le abbiamo chiamate subito dopo l’occupazione, ma si sono limitate a registrare i nomi degli occupanti. È ovvio che c’è una regia dietro a una vera e propria azione prevaricatrice come questa, un insulto verso i tanti italiani che da anni aspettano l’assegnazione di una casa popolare». Così, il martedì successivo si sono radunati una ventina di abitanti, assieme agli esponenti di Fratelli d’Italia e ai militanti di Azione Frontale, per protestare contro la situazione di totale impotenza delle istituzione che sembrano voler proteggere simili prepotenze. «Immediatamente – ha dichiarato Nicola Franco, consigliere municipale di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma – abbiamo presentato un esposto al Gip per chiedere lo sgombero in autotutela da parte del Comune di Roma, proprietario dell’abitazione popolare occupata». «Non vogliamo creare tensioni a sfondo razziale e vogliamo evitare una guerra tra poveri – ha evidenziato Ernesto Moroni, presidente di Azione Frontale – però pretendiamo rispetto verso quei cittadini che ora non sono più sicuri nemmeno nelle loro case». Poi, nella serata di martedì, era arrivato l’intervento della squadra mobile: i residenti, tra cui molte famiglie con bambini e anziani, speravano in uno sgombero. E invece nulla: i cittadini di via Galopini sono costretti a continuare a vivere nella paura.