Battaglie fonetiche

La crociata femminista della Boldrini ora prevede i «cartellini paritari»

La rivoluzione fonetica introdotta da Laura Boldrini a Montecitorio, dopo la nuova carta intestata femminile, prevede ora i cartellini correttamente declinati per tutte le lavoratrici della Camera

La presidente della Camera Laura Boldrini
La presidente della Camera Laura Boldrini (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Nuova iniziativa da parte della presidente della Camera Laura Boldrini a favore della, per così dire, «parità linguistica" in ambito istituzionale. Già all'inizio del suo incarico, Boldrini aveva introdotto introdotto la carta intestata di Montecitorio declinata al femminile: in parole povere, l'etichetta «Il Presidente» era stata sostituita da «La Presidente», e a chi l'accusò di inutile spreco Boldrini specificò dal suo profilo Facebook: «La carta della Camera dei deputati con l'intestazione "il Presidente" non è stata buttata. Non è andato al macero nemmeno un foglio. Tutte le risme già in archivio sono e restano ordinatamente riposte in magazzino, in attesa del prossimo uomo presidente che si occuperà di guidare Montecitorio».

I cartellini
Dopo la carta intestata, è ora la volta dei cartellini. La rivoluzione fonetica apportata dalla presidente della Camera riguarderà infatti il cartellino indossato da tutte le lavoratrici di Montecitorio, che obbligatoriamente dovranno indossare la nuova versione declinata al femminile: non più, dunque, «segretario», «consigliere», «tecnico», ma «segretaria», «consigliera», «tecnica» e così via.

Iniziativa dal 25 settembre
La decisione risale all’anno scorso, l'iniziativa è invece ufficiale dal 25 settembre, da quando saranno validi soltanto i tesserini correttamente declinati.