12 novembre 2018
Aggiornato 21:30

Stupro a Rimini, Meloni: «Grave il silenzio della Presidente della Camera». Boldrini: «Dibattito agghiacciante»

La presidente Laura Boldrini commenta le polemiche politiche scoppiate intorno allo stupro di Rimini, e in particolare le accuse che le ha rivolto la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni
La presidente della Camera Laura Boldrini e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni
La presidente della Camera Laura Boldrini e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni ()

ROMA - La presidente Laura Boldrini rompe il silenzio dietro cui si è trincerata nelle ultime ore e commenta le polemiche politiche scoppiate intorno allo stupro di Rimini. In particolare, risponde a Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia, che ha sottolineato il suo silenzio sulla vicenda insinuando una tolleranza nei confronti dei presunti colpevoli, «vermi maghrebini». «Trovo agghiacciante il livello del dibattito di questi giorni. Come se la gravità della violenza dipendesse da chi la mette in atto o da chi la subisce. Lo stupro è uno degli atti più abominevoli che esistano ai danni di una donna. Un crimine esecrabile che lascia conseguenze permanenti, distrugge l'esistenza di una persona", chiarisce la presidente della Camera, "Ma ci rendiamo conto - prosegue - a che punto siamo arrivati? Sono polemiche deprecabili, di chi non ha argomenti e mira solo ad avvelenare il clima».

Condanna incondizionata
«La mia condanna - precisa Boldrini - è ovviamente incondizionata. Ci sono delle indagini in corso ma a prescindere da chi sarà ritenuto colpevole spero che la giustizia comminerà pene adeguate alla gravità del reato». La presidente prosegue: «Ogni giorno purtroppo abbiamo notizie di violenze, non faccio dichiarazioni di condanna su ogni singolo episodio. Non è il mio lavoro, di professione non commento gli accadimenti del giorno. Faccio una battaglia contro tutte le violenze, in special modo quelle sulle donne. Qualcuno può dubitare del mio impegno in questo ambito? Se lo fa è sicuramente in malafede e con intento strumentale».

Toccare il fondo
Quanto al leghista di San Giovanni Rotondo che ha scritto su Facebook: 'Quando succederà alla Boldrini e alle donne del Pd?', Boldrini dice: «Un episodio ripugnante. Stanno toccando il fondo. Cercano la visibilità con questi argomenti, evocando lo stupro nei confronti delle avversarie politiche. Chi è a capo di un partito politico o di un movimento se apre la strada a tutto questo ne porta anche la responsabilità. Poi non c'è da meravigliarsi che altri seguano». In queste stesse ore c'è un mediatore culturale pachistano che dice che alle donne, in fondo, piace lo stupro. «Un'affermazione oscena. Mi è sembrato il minimo rimuoverlo dal suo incarico».