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Berlusconi: Profumo di vittoria per il centrodestra. E sul candidato premier vi dico che...

Silvio Berlusconi si prepara alla sfida delle elezioni politiche, deciso a far riguadagnare alla sua Forza Italia quel sostegno tale da garantirgli un peso specifico nel Centrodestra. Ecco i suoi progetti

Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi
Il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

ROMA - Silvio Berlusconi si prepara alla sfida delle elezioni politiche, deciso a far riguadagnare alla sua Forza Italia quel sostegno tale da garantirgli un peso specifico nel Centrodestra. Così, il leader azzurro inizia a dettare le condizioni. Primo: porte chiuse a chi ha sostenuto governi di sinistra. «Ho già chiarito che d'ora in poi non sarà consentito l'ingresso in Forza Italia a chi, eletto nel centrodestra, ha sostenuto governi di sinistra che hanno condotto il paese nella difficile situazione nella quale ci troviamo». Berlusconi, però, resta più possibilista: «se però alcuni parlamentari eletti con noi, che si considerano ancora di centrodestra, in Parlamento vogliono dare vita a formazioni alleate alla nostra coalizione, credo che sia un fenomeno positivo, che riporta - almeno negli ultimi mesi della legislatura - ad equilibri parlamentari più simili a quelli votati dai cittadini».

Coalizioni
«Se queste formazioni saranno in grado di aggiungere consensi alla nostra coalizione, questa sarà una buona cosa per tutto il centrodestra» sottolinea Berlusconi ricordando che il centrodestra è soprattutto "un popolo unito da valori e ideali che vuole una alternativa rispetto ai governi della sinistra". «Ho sempre lavorato per una coalizione larga - conclude Berlusconi -, e auspico il formarsi di liste civiche di centro con cui allearsi a livello nazionale, ma una coalizione è anche un vincolo di serietà nei confronti di quel popolo, non un Colosseo senza porte dove entra e esce anche chi ha sostenuto i governi di questi anni».

Il profumo della vittoria
Sulla difficile sfida che si profila in Sicilia, Berlusconi dimostra un certo ottimismo: «Prima di tutto io sono sempre ottimista e continuo a pensare che la divisione del centrodestra in Sicilia non sia affatto scontata. Sarebbe ragionevole convergere sul candidato che abbia le caratteristiche più adatte non solo a vincere ma a garantire ai siciliani cinque anni di buon governo, dopo i disastri della Giunta Crocetta. In ogni caso ho già espresso in altre occasioni nei giorni scorsi il mio pensiero sulle elezioni siciliane: sono importanti perché riguardano una grande regione, ma non sono la prova generale delle elezioni politiche. Anzi, sarebbe offensivo per i siciliani non cogliere la specificità di questo lo rende necessario». La morale è sempre la stessa, ed è la lezione delle amministrative: il centrodestra unito vince. Non a caso, il Cav afferma di sentire già il profumo della vittoria: «Il profumo della vittoria lo sento, ma soprattutto sento la sofferenza degli italiani, insicuri a casa loro, vessati dalle tasse, sfiduciati dalla politica e dall'antipolitica. E sento una grande responsabilità. Sempre più italiani chiedono a me, a Forza Italia, al centrodestra, di cambiare radicalmente le cose che non vanno nel nostro Paese».

Candidato premier
Quanto al futuro del Centrodestra, Berlusconi chiarisce la sua posizione: «Nelle grandi democrazie funziona così: quando governa una coalizione normalmente è il partito più forte di quell'alleanza ad esprimere il premier. Il centrodestra tutto unito dopo le elezioni proporrà quindi al capo dello Stato il nome indicato dalla forza politica che avrà il maggior consenso. Invece di inutili primarie, viziate da brogli ed episodi di malcostume, questo mi sembra un metodo assolutamente democratico: scelgono i cittadini, con il voto. È davvero ora che gli italiani possano farlo: da troppi anni si alternano governi mai votati dagli italiani». Partendo da un presupposto: unire le diverse anime del centrodestra è molto più facile oggi che nel '94. «Allora si trattava di creare dal nulla una coalizione capace di raccogliere i moderati in alternativa alla sinistra, mettendo insieme forze politiche che a stento si parlavano». Oggi, invece, «si tratta semplicemente di riproporre a livello nazionale la coalizione che ha governato per molti anni con ottimi risultati e che governa anche oggi molto bene la Lombardia, il Veneto e la Liguria, oltre ad aver vinto in molti comuni».