27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Rifiuti tossici

Rifiuti pericolosi, inquinavano Milano e poi portavano tutto in Romania: 6 denunciati

Recuperavano batterie esauste, le smontavano, le svuotavano del loro liquido inquinando il terreno e le trasportavano in Romania dove vendevano le barre di piombo recuperate gudagnando circa 1.800 euro a tonnellata

MILANO - Milano-Romania, sola andata. Recuperavano batterie esauste, le smontavano, le svuotavano del loro liquido (acido solforico e prodotti derivati) inquinando il terreno e le trasportavano in Romania dove vendevano le barre di piombo recuperate gudagnando circa 1.800 euro a tonnellata. Per questo, la polizia locale di Milano ha denunciato per omessa gestione dello smaltimento di rifiuti pericolosi e traffico internazionale di rifiuti pericolosi una famiglia italiana (padre, madre e figlio) e tre cittadini romeni, recuperando oltre 100 tonnellate di batterie pronte per essere spedite, di cui un primo carico di 30 tonnellate intercettato pochi metri prima che varcasse il confine con la Slovenia.

Furti da officine e campi nomadi
Sempre secondo quanto riferito dalle forze dell'ordine, l'indagine ha preso avvio dai controlli fatti nei dintorni della ricicleria Amsa presso il cavalcavia delle Milizie, che avevano già portato alla denuncia di otto persone per smaltimento illecito di rifiuti. Dalle investigazioni è emerso che batterie esauste di auto e camion e gruppi elettrogeni dei treni venivano recuperate da officine che in questo modo evitavano i costi dello smaltimento regolare, e nei campi nomadi, o rubate nelle riciclerie autorizzate e nei depositi delle ferrovie. Un altro metodo era quello di farsi consegnare le batterie dai cittadini che si recavano a portarle alla ricicleria, talvolta anche con metodi ai limiti dell'intimidazione. Le batterie venivano quindi stoccate in alcuni container situati in due grandi aree utilizzate come depositi nella zona di Quintosole a Milano, gestite dalla famiglia italiana. Ogni fine settimana, i container carichi di materiale venivano trasportati in Romania.

Un'indagine durata un anno e mezzo
La polizia locale meneghina ha spiegato che sul terreno dei due depositi messi sotto sequestro alla periferia Sud del capoluogo lombardo saranno predisposti i controlli per verificare eventuali danni ambientali e tutta la merce sequestrata è stata consegnata al Cobat (Consorzio nazionale raccolta a riciclo) per lo smaltimento autorizzato secondo le norme di legge. "Questa indagine è durata quasi un anno e ha coinvolto complessivamente una dozzina di agenti" ha affermato il vicecomandante dei vigili, Paolo Ghirardi, mentre l'assessore comunale alla Sicurezza, Carmela Rozza, ha sottolineato che "a volte i cittadini lamentavano l'assenza della polizia locale come presidio della ricicleria: la realtà è che la loro presenza in borghese aveva lo scopo di colpire il bersaglio più grosso".