27 novembre 2021
Aggiornato 12:30
Per la prima volta anche con voto elettronico

Referendum per l'autonomia in Lombardia e Veneto, Maroni firma il decreto: si vota il 22 ottobre

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha firmato il decreto di indizione del referendum consultivo per l’autonomia della Lombardia, cui si aggiungerà quello del Veneto, e il giorno fissato è il 22 ottobre

MILANO – C'è il sì definitivo e c'è anche la conferma ufficiale della data: 22 ottobre. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha firmato il decreto di indizione del referendum consultivo per l’autonomia della Lombardia, cui si aggiungerà quello del Veneto, e il giorno fissato è il 22 ottobre. Si voterà dalle 7 alle 23 e anche con voto elettronico per la prima volta. La cerimonia per la firma si è tenuta a Cremona, nella sede della Provincia, in occasione della festa della Lombardia, che cade nel giorno della battaglia di Legnano del 1176. Al termine della riunione il governatore ha lanciato la proposta dell’election day Politiche-Regionali, come già nel 2013. La scadenza naturale resta «il 2018», ha sottolineato il presidente della Lombardia, «a meno che non decidano di anticipare le elezioni Politiche, e a quel punto non vedo perché non si possa fare come nel 2013 e risparmiare soldi». «Per certe cose sarebbe un bene», ha aggiunto Maroni ricordando che a fine anno ci sarà per esempio l’assegnazione dell’Agenzia europea del farmaco (Ema), «e avere già a ottobre un mandato di governo in Regione Lombardia di cinque anni e non di cinque mesi è utile». Detto questo, ha concluso il governatore, «stiamo a vedere che cosa succede a Roma».

Per la prima volta il voto elettronico
I cittadini lombardi e veneti saranno chiamati ad esprimersi sulla richiesta al governo di «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma della Costituzione", il tutto sempre "nel quadro dell'unità nazionale». Si voterà per la prima volta con voto elettronico: una condizione che era stata determinante per far passare in Consiglio regionale il referendum, approvato ormai due anni fa al Pirellone grazie al voto determinante dei Cinque stelle. «Oggi è una bella giornata, è la Festa della Lombardia, e ho firmato il decreto che stabilisce che il referendum per l’autonomia. È un appuntamento straordinariamente importante per tutti i lombardi, perché può significare la svolta – ha commentato Maroni. Una «nuova storia» per la Lombardia, con la possibilità di «tenerci le risorse che ci servono per fare tutte le cose che dobbiamo fare. Questo è il coronamento di tante battaglie e la realizzazione di un sogno. Adesso la parola passa al popolo, come è giusto che sia in ogni sistema democratico».

Pd contro
Contrario alla consultazione è da sempre il Pd, che vi vede solo uno spreco di risorse: "Maroni vuole passare alla storia come il presidente della Lombardia che ha speso 46 milioni di euro per fare una cosa che si può fare gratis – aveva detto il segretario regionale dem Alessandro Alfieri – Il referendum consultivo serve per avviare il percorso costituzionale per trasferire alla Lombardia maggiori competenze, cioè serve per indire una riunione a Roma»
. Al coro di protesta si unisce anche il ministro della Agricoltura Maurizio Martina e vicesegretario del Pd, arrivando alla Cascina Triulza nell'ex area Expo per l'evento Human factory Day. «Referendum per l'autonomia in Lombardia? La solita propaganda elettorale di Maroni. In questi 5 anni la Lombardia se avesse voluto fare seriamente un lavoro sul federalismo decentrato, lo avrebbe fatto senza spendere 50 milioni. Non lo ha fatto e lo scopre adesso a pochi mesi dal voto. Quella di Maroni è propaganda elettorale".