11 agosto 2020
Aggiornato 06:30
Movimento 5 stelle

Mentana querela Beppe Grillo

Lo ha annunciato dalla sua pagina Facebook lo stesso direttore del Tg La7, in risposta al post del fondatore del Movimento 5 stelle che sul suo blog ha chiesto "una giuria popolare per le balle dei media"

ROMA - Enrico Mentana ha deciso di querelare Beppe Grillo. Lo ha annunciato dalla sua pagina Facebook lo stesso direttore del Tg La7, in risposta al post del fondatore del Movimento 5 stelle che sul suo blog ha chiesto «una giuria popolare per le balle dei media».

Mentana: «Grillo si trovi un avvocato»
Il giornalista ha scritto: «In attesa della giuria popolare chiedo a Grillo di trovarsi intanto un avvocato. Fabbricatori di notizie false è un'offesa non sanabile a tutti i lavoratori del tg che dirigo, e a me che ne ho la responsabilità di legge. Ne risponderà in sede penale e civile». E' ipotizzabile che la secca replica del «maratoneta dell'informazione» sia dovuta al fotomontaggio che accompagna il post sul blog di Grillo, dove fra i vari «media ballisti» compare anche il logo del telegiornale diretto da Mentana.

Grillo: «Nuovo tribunale dell'inquisizione per il web»
Nel suo post Grillo ha ricordato la recente campagna contro le bufale sul web e ha attaccato il governo che vuole decidere «cosa è vero e cosa è falso su internet». Una sorta di «nuovo tribunale dell'inquisizione» quello proposto dal presidente dell'Antitrust, secondo il leader dei 5 stelle che si è chiesto: «E alle balle propinate ogni giorno da tv e giornali chi ci pensa? Il quotidiano La Stampa ha diffuso un articolo sulla fantomatica propaganda M5S capitanata da Beatrice Di Maio, notizia ripresa da tutti i giornali e i tg, poi si è scoperto che era tutto falso. La Stampa non ha chiesto neppure scusa e nessuna sanzione è stata applicata nei suoi confronti, nè degli altri giornali e telegiornali che hanno ripreso la bufala senza fare opportune verifiche».

«La bufala del Giornale»
Il cofondatore del M5s ha parlato anche della «bufala in prima pagina del Giornale di Berlusconi: 'AFFARI A 5 STELLE. Grillo vuole una banca'. Una falsità totale che stravolge un fatto vero, ossia che Davide Casaleggio ha accettato di incontrare l'ad di una banca online che ha ricevuto vari premi per l'innovazione tecnologica utilizzando il web per scambiare esperienze e idee sula Rete e sulle sue possibilità, così come incontra decine di aziende innovative». Secondo Grillo quindi i giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene. Sono le loro notizie che devono essere controllate.

«Una giuria popolare per i media»
Il leader dei pentastellati ha concluso: «Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali. Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo».