23 agosto 2019
Aggiornato 10:30
Governo Gentiloni

Gentiloni e le banche: «Siamo pronti a intervenire per garantire la stabilità degli istituti»

Come per il precedente esecutivo renziano, le banche continueranno a essere la spina nel fianco anche del governo Gentiloni. Il premier assicura che il sistema bancario italiano è solido e promette di preservarne la stabilità

ROMA - Le banche in crisi, la ripresa che stenta a decollare e il "disagio" del ceto medio. Il programma economico del nuovo governo si basa su queste priorità, indicate dal premier Paolo Gentiloni nell'intervento alla Camera. E ci sono anche il rilancio del Mezzogiorno, un «impulso ulteriore» alla riforma della pubblica amministrazione con il rinnovo contrattuale degli statali da attuare, il completamento del Jobs act. I dossier economici insieme alla legge elettorale saranno inevitabilmente al centro dell'attenzione dell'esecutivo.

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Gentiloni: Il sistema bancario è solido
Il governo Gentiloni durerà finché avrà la fiducia del Parlamento. Così ha esordito il nuovo premier alla Camera durante il suo discorso programmatico. I dossier da affrontare lasciati in eredità dal precedente esecutivo sono diversi, ma la spina nel fianco continua a essere il sistema bancario italiano, che Gentiloni a Montecitorio non esita a definire «solido nel suo complesso» nonostante le sue evidenti fragilità. In alcuni casi, infatti, sono previsti rafforzamenti patrimoniali, piani di ristrutturazione e aumenti di capitale attraverso il ricorso al mercato.

Il governo è pronto a intervenire per salvare le banche
«Voglio dire molto chiaramente - ha sottolineato il neo presidente del Consiglio del 64esimo governo italiano - che il governo, ove necessario, è pronto a intervenire per garantire la stabilità degli istituti bancari e il risparmio dei cittadini" . Il riferimento è senz'altro rivolto al Monte Paschi Siena, perché il Tesoro è già pronto a scendere in campo con il suo piano B. Ma Mps non è l'unica banca a navigare in pessime acque. L'Italia tuttavia, secondo il premier, «è un'economia forte» e «non è aperta alle scorribande». E l'esecutivo intende sostenere «la ripresa", accompagnandola «con le infrastrutture e con il piano Industria 4.0».

Le promesse del nuovo esecutivo
In particolare, la parte più disagiata della classe media, i problemi del lavoro dipendente e delle partite Iva, «deve essere al centro dei nostri sforzi. Non vogliamo rinunciare a una società aperta e digitale, e proprio questo dobbiamo difendere quei ceti che da queste dinamiche si sentono penalizzati e addirittura sconfitti", ha sottolineato Gentiloni. C'è poi il capitolo Mezzogiorno, un tema cruciale cui è dedicato un ministero guidato da Claudio De Vincenti. «Dobbiamo fare di più per il Sud - ha spiegato il premier - e dalla sua modernizzazione può venire la spinta più forte per la crescita dell'economia». Inoltre, per quanto riguarda l'azione di governo, il premier ha assicurato «l'impegno sul piano sociale, per completare la riforma del lavoro e completare le procedure sull'anticipo pensionistico».