22 febbraio 2020
Aggiornato 18:00
Politica e tv

Alfano e Pinotti contro Salvini da Vespa. La ministra: «Io sono per l'ordine e la disciplina»

Scintille a Porta a Porta su Rai1 fra il segretario della Lega Nord e i due esponenti del governo Renzi

ROMA – Puntata infuocata ieri sera a Porta a Porta su Rai1, con Bruno Vespa che ha dovuto placare gli animi più volte in studio, a causa degli scontri verbali fra il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti e il titolare dell'Interno, Angelino Alfano.

Pinotti: «Sono abituata all'ordine e la disciplina»
Pinotti ha attaccato il leader del Carroccio, sostenendo che «nonostante le sue risate, gli 80 euro sono diventati una misura strutturale» e per quanto riguarda le forze armate, «che voi avete sempre parlato dell'importanza di sostenerli questa è una misura che è diventata strutturale a prescindere dal reddito». La ministra ha spiegato di aver detto queste cose perché «non possiamo mantenere sempre i toni, come se fossimo in campagna elettorale permanente, come fa Salvini». A quel punto il leghista è intervenuto dicendo: «Non puoi sostenere che abbassate le tasse. Fai ridere se dici che avete abbassato le tasse». Secondo Pinotti invece «è così, Salvini tu non sai contare, sai ridere ma non sai contare perché questo è un dato reale, che è scritto nella legge di stabilità». L'ultimo riferimento alla Finanziaria ha esasperato il numero uno della Lega, che si è alzato per mostrare a Vespa dei dati, ma per l'esponente del governo si è trattato di un comportamento inaccettabile e ha incominciato a protestare. Salvini ha ironizzato: «Il ministro della Difesa che si preoccupa mse Salvini sta in piedi» e lei ha replicato: «No non mi preoccupo, ma io sono per l'ordine. Sono abituata all'ordine e la disciplina e tu mi sembri un po' indisciplinato».

Lo scontro con Alfano
Poi è venuto il momento di Alfano, che per argomentare l'accoglienza dei profughi in Italia ha ricordato quando erano gli italiani ad emigrare, come ad esempio i tanti che si sono recati negli Stati uniti. Il parallelo non è piaciuto al leghista, che ha detto: «Non puoi paragonare gli italiani con i clandestini che sbarcano. Gli italiani dove sono andati hanno creato lavoro, sudavano e lavoravano, non spacciavano». Il titolare del Viminale ha risposto ricordando la «storia della mafia americana» e ha aggiunto: «Io sto cercando di semplificare i termini in modo tale che siano, diciamo, comprensibili», ma Salvini ha ribattuto: «Perché se non semplifichi io da leghista non capisco», e Alfano: «Perché ti paragoni alla Lega che ha una grande storia». Il numero Uno del Carroccio ha continuato, «vabbè questo fa il ministro dell'Interno. Vuoi farmi i disegnini? No tu adesso spiegami perché fai lo scafista», il conduttore ha provato a fermare la discussione chiedendo di permettere ad Alfano di parlare, con Salvini che ha ironizzato: «Alfano può fare quello che vuole, è il ministro dell'Interno, ancora per un mese».