19 novembre 2019
Aggiornato 13:00
Il legale di Giulietto Chiesa e Occhetto: alterata arena politica

Di Pietro condannato per i rimborsi elettorali: ecco il sistema che aveva messo in piedi

Antonio Di Pietro è stato condannato dal Tribunale di Roma a pagare agli ex alleati riformisti più di 2 milioni di euro di rimborsi elettorali mai arrivati nelle loro casse

ROMA - Un decreto di ingiunzione di pagamento nei confronti dell'associazione Italia dei Valori è stato emesso dal tribunale di Roma. La quota è di 2 milioni e 694mila euro. Il provvedimento riporta alla competizione elettorale delle Europee del 2004 ed ai rimborsi elettorali che non arrivarono al gruppo dei riformatori di Achille Occhetto e Giulietto Chiesa, allora alleati con Antonio Di Pietro.

Battaglia di carte bollate
E' una battaglia di carte bollate quella che va avanti da tempo. Con archiviazioni e decisioni della Cassazione. Il documento che è stato emesso stavolta dal tribunale, giudice Renato Castaldo, rappresenta comunque un punto fermo. L'avvocato Francesco Paola, che ha seguito il ricorso e tutelato gli interessi di Occhetto e Chiesa, ha spiegato che i fondi dovranno esser 'congelati' e poi ha aggiunto: «E' stata alterata l'arena politica ed oggi lo si può dire in modo netto».

Rimborsi
Il nodo del contendere riguarda la presunta duplicazione dell'Italia dei Valori in due soggetti distinti, il partito Idv e l'associazione Italia dei Valori, che si sarebbe sostituita al partito (questa è l'accusa degli ex alleati) nell'incasso dei rimborsi elettorali. E così all'epoca i quasi 5 milioni di rimborsi furono incassati dall'associazione Italia dei Valori, composta da Antonio Di Pietro, dalla moglie Susanna Mazzoleni e dalla tesoriera Silvana Mura.

Noncuranza scandalosa sui rimborsi
Sempre secondo questa impostazione la Camera avrebbe girato quei finanziamenti a un soggetto giuridico che non aveva alcun titolo per incassarli, poichè non era né un partito né un movimento politico. «A prescindere dalle dinamiche interne tra politici - ha spiegato ancora l'avvocato Paola - questa vicenda mette in evidenza la scandalosa noncuranza con cui l'ufficio di presidenza della Camera ha gestito i rimborsi elettorali, senza fare nessun controllo e pregiudicando inevitabilmente i naturali equilibri politici. Se quei soldi fossero arrivati nelle mani giuste, oggi il gruppo di Giulietto Chiesa sarebbe sicuramente in Parlamento». Da qui l'intenzione di chiedere i danni alla Camera «come ente pagatore di fondi erogati indebitamente».

La spiegazione di Di Pietro
In passato Di Pietro ha spiegato che i rimborsi elettorali erogati dalla Camera dei Deputati «sono confluiti nelle casse di Italia dei Valori (soggetto, ripetesi, unitario) e da Idv sempre utilizzati esclusivamente per finalità di istituto. Mai alcun euro di rimborso elettorale è stato incassato privatamente da chicchessia e gli avanzi di gestione, man mano che sono maturati, sono sempre rimasti interamente nelle mani e nella disponibilità esclusiva della Tesoreria del partito».

(Fonte Asaknews)