28 ottobre 2020
Aggiornato 15:00
Chieste le teste di Romeo, Marra, De Dominicis e Muraro

Roma, l'ultimatum M5s: Raggi azzeri il suo «cerchio magico». Bufera su Di Maio: sapeva di Muraro

Dopo una giornata convulsa, il verdetto è arrivato: l'azzeramento del «cerchio magico» della Raggi, Muraro compresa. Ma la bufera non si placa: e nell'occhio del ciclone c'è anche Di Maio

ROMA - Alla fine di una convulsa giornata, di litigi tra i big, della base in rivolta, dai vertici del Movimento 5 stelle ieri sera è arrivato l'ultimatum alla sindaca di Roma Virginia Raggi che deve cacciare quattro persone in un colpo solo: il capo della segreteria politica Salvatore Romeo, il vice capo di gabinetto Raffaele Marra, il neo assessore al bilancio Raffaele De Dominicis e l'assessore all'ambiente Paola Muraro. Ma la sindaca pare intenzionata a resistere e per sbloccare la situazione in città potrebbe arrivare Beppe Grillo.

Una giornata convulsa
La giornata di ieri era iniziata presto per il Movimento 5 stelle. Nelle sale del gruppo alla Camera si sono riuniti esponenti del direttorio e del mini-direttorio, per un confronto che, secondo le ricostruzioni, ha raggiunto toni da psicodramma, con accuse reciproche e in particolare contro Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, astro nascente del Movimento. Di Maio (che ieri ha annullato la partecipazione alla prima puntata di «Politics», il nuovo talk di Rai3 condotto da Gianluca Semprini), ha sempre detto di non essere a conoscenza del fatto che la Muraro fosse iscritta nel registro degli indagati, ma in realtà il mini-direttorio, allertato dalla Raggi, l' avrebbe avvertito.

La bufera su Di Maio
Secondo «La Repubblica», il 4 agosto, rispondendo a un messaggio di Di Maio, Paola Taverna gli scrive che dalla procura è arrivato il documento sulla posizione della Muraro. «E' pulito o no?», chiede il deputato. E ottiene immediatamente risposta: «Non è pulito». Nella stessa data, sempre secondo il quotidiano, Di Maio ottiene un quadro più preciso. Glielo trasmette l'altro membro del direttorio romano Fabio Massimo Castaldo, l'eurodeputato con doppia laurea in legge: il reato contestato dai pm alla Muraro è la «fattispecie di cui al comma 4 dell'articolo 256 del Testo unico sull'Ambiente». Ossia, come chiarisce citando il codice: «L'inosservanza delle prescrizioni o la carenza dei requisiti previsti per legge da parte del gestore» degli impianti per il trattamento dei rifiuti.

L'azzeramento del cerchio magico della Raggi
Alla fine, dopo dieci ore di riunione convulsa, i vertici del Movimenti hanno siglato una tregua, temporanea, per salvare la situazione e deciso, in accordo con Grillo, l'azzeramento del «cerchio magico» della Raggi. «Tra le varie opzioni - ha detto Roberto Fico, membro del direttorio, uscendo dalla riunione - abbiamo anche valutato la richiesta di un passo indietro di Raffaele Marra, vicecapo di gabinetto, del capo della segreteria politica del sindaco, Salvatore Romeo, dell'assessore all'Ambiente Paola Muraro e dell'assessore al Bilancio Raffaele De Dominicis».

L'ultimatum
Un ultimatum che la prima cittadina, ieri chiusa tutto il giorno in Campidoglio, avrebbe accolto con fastidio e rabbia. «Mi vogliono fare fuori. Ma Roma viene prima del Movimento 5 stelle. Sono io il sindaco, decido io», avrebbe detto, secondo quanto riportato in un retroscena da «La Stampa». La Raggi oggi dovrebbe vedere il Direttorio, ma per sbloccare la situazione nella capitale potrebbe arrivare Beppe Grillo per un faccia a faccia in cui ribadire quella richiesta, che non è negoziabile. Arrivando, forse, anche a minacciare di ritirarle l'uso del simbolo M5s. Ma sull'eventuale incontro al momento, tra conferme e smentite, è mistero.

Cantone: avevamo la competenza per intervenire
Intanto, in un'intervista al Corriere della Sera, il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone ricostruisce le vicende che hanno portato alla revoca della nomina del capo di Gabinetto Carla Raineri e alle sue successive dimissioni. "Questa storia della strumentalizzazione del nostro ruolo la sento ripetere ogni giorno, ma il mio motto è che quando riteniamo di avere competenza per intervenire e ragione nel merito non ci fermiamo, altrimenti si ritorna alla palude e all'immobilismo», dichiara.

Richiesta ricevuta da Raggi in persona
Cantone spiega che il parere sulla nomina della giudice Carla Raineri a capo di Gabinetto fu chiesto dalla «sindaca Raggi in persona, nel suo ufficio, nel primo pomeriggio del 29 agosto. Eravamo soltanto io e lei, prima che cominciasse una riunione con i rispettivi collaboratori che riguardava altre questioni; il suo capo di Gabinetto non c'era. Mi ha consegnato un fascicolo a sua firma. Alla fine dell'incontro mi ha detto che per lei la questione era urgente».

Un parere equilibrato
Sul fatto che la richiesta della Raggi fosse scritta in modo tale che la risposta dell'Anac non potesse che sancire l'illegittimità della nomina di Raineri, Cantone risponde che «può essere che avessero quell'intenzione, ma siamo abituati a istanze che in qualche modo suggeriscono la risposta, e abbiamo imparato a non farci condizionare. Ho letto che la dottoressa Raineri si sarebbe comunque dimessa per altre ragioni, e in questo caso le avremmo fatto un favore; per paradosso si potrebbe dire che siamo stati strumentalizzati anche da lei».

Ora tocca a Romeo
Il parere sulla nomina e sul compenso di Salvatore Romeo, segretario particolare della Raggi, arriverà invece molto probabilmente oggi: «Credo che lo esprimeremo domani (oggi, ndr), è già iscritto all'ordine del giorno del Consiglio. In questo caso c'è anche da risolvere la questione preliminare sulla nostra competenza a pronunciarsi». Infine sulla nomina degli assessori Marcello Minenna, dimesso, e Paola Muraro «decideremo domani. La procedura su Minenna non s'è fermata, poiché eventuali irregolarità non sono state sanate dalle dimissioni, mentre sulla Muraro sono stati segnalati problemi di incompatibilità. A prima vista mi pare di poter dire che in nessuno dei due casi ci siano anomalie».

(Fonte Askanews)