19 novembre 2019
Aggiornato 05:30
ecco i prossimi interventi

Sanità, Consiglio Lazio: il subcommissario in audizione alla Pisana

Il subcommissario per l'attuazione del piano di rientro della Regione è stato ascoltato sui programmi operativi 2016-2018

La corsia di un ospedale romano.
La corsia di un ospedale romano. Shutterstock

ROMA - Il subcommissario per l'attuazione del piano di rientro, Giovanni Bissoni, è stato ascoltato in audizione alla Pisana dalla commissione Politiche sociali e salute sulle linee di indirizzo dei programmi operativi del triennio 2016-2018, il documento che indica le priorità di intervento, gli obiettivi e le azioni del Servizio sanitario regionale (Ssr). 

Il disavanzo deriva da sei grandi aziende
Riepilogato ai consiglieri il percorso di riorganizzazione, riqualificazione e potenziamento del Ssr, il cui disavanzo è passato da - 1.696 milioni di euro nel 2007 a - 355 milioni di euro nel 2014, secondo i dati consegnati ai commissari. L'attuale disavanzo, secondo Bissoni, deriva principalmente da quello di sei grandi aziende, vale a dire: ospedali San Camillo e San Giovanni, Policlinico Umberto I, Policlinico Tor Vergata, Ifo e Sant'Andrea.

Il piano di rientro della Regione
Rispetto ai precedenti programmi operativi - redatti con l'obiettivo prioritario di ridurre la spesa sanitaria - d'ora in avanti si intendono affiancare al controllo della spesa azioni di ridefinizione delle regole di funzionamento del sistema e riorganizzazione dei servizi. Toccherà alla stagione 2016-2018 l'obiettivo di consolidare il percorso di innovazione, miglioramento dei servizi, nel rispetto dell'equilibrio economico-finanziario, al fine di consentire il pieno superamento di quelle condizioni economico-finanziarie e di criticità nell'erogazione dei Lea, che hanno portato la Regione in piano di rientro.

Le politiche per il personale sanitario
Nota dolente restano, per il subcommissario, le politiche del personale sanitario. È stato evidenziato che l'attuale sistema di nuove immissioni, basato su una percentuale di autorizzazioni ad assumere in parziale deroga al blocco del turnover, non è più in grado di soddisfare l'efficienza delle strutture, anche al fine di garantire la corretta erogazione dei Lea. In considerazione dei risultati raggiunti in merito alla riduzione del costo personale (- 269 milioni nel 2014, ossia -9,3% rispetto al 2004) e dell'effetto del blocco del turn over per gli anni 2007-2015 (riduzione di 9.035 unità), Bissoni ritiene necessario uno sblocco progressivo del turnover, attribuendo, a ciascuna azienda, la programmazione delle assunzioni nell'ambito del budget concordato e degli obiettivi di riordino e miglioramento dei servizi, ferma restando la salvaguardia dell'equilibrio economico-finanziario.

I programmi operativi 2016-2018
Si intende inoltre insistere - mediante maggiori controlli e con gli adempimenti previsti per la riduzione del precariato - nel contenimento di alcuni costi legati a carenze di personale: prestazioni aggiuntive, servizi esternalizzati, personale convenzionato-Sumai, consulenze sanitarie e non sanitarie. I programmi operativi 2016-2018 sono organizzati in tredici capitoli a cui corrispondono altrettanti ambiti di intervento. Gli interventi sul sistema dell'emergenza territoriale, sulle reti assistenziali ospedaliere, sull'offerta di post-acuzie medica e riabilitativa, sulle reti della medicina di laboratorio di base e specialistiche, sulla rete dei servizi trasfusionali e sui centri per le malattie rare sono contenuti in un unico capitolo.

L'opposizione ha contestato l'ordine del giorno
Il filo che le accomuna - ha argomentato Bissoni - è l'intenzione di organizzare l'offerta sulla base di principi di appropriatezza clinica ed organizzativa, di utilizzo di soglie di volumi di attività e di esito che assicurino maggiore qualità delle prestazioni erogate e di relazioni interne alle reti per cui ciascun punto di offerta svolge il suo ruolo in maniera integrata con gli altri. In apertura di seduta, i consiglieri di opposizione hanno contestato l'ordine del giorno della audizione, chiedendo di poter esprimere un parere sui programmi operativi definitivi, e non sulle linee di indirizzo, alla presenza di rappresentanti della Regione (come i direttori di area o lo stesso presidente Zingaretti) e non del governo (rappresentato dal subcomissario Bissoni).