6 dicembre 2019
Aggiornato 06:30
Manifestazione al circo massimo

A Roma l'«Ivory Crush» per dire stop al commercio di avorio

Anche l'Italia dice «No» all'avorio: un dovere morale dell'Ue, per il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti

Anche l'Italia dice «no» al traffico di avorio
Anche l'Italia dice «no» al traffico di avorio Shutterstock

ROMA - Anche Roma si fa promotrice di una campagna importante, quella contro il traffico di avorio. Dire stop al commercio dell'avorio; è il messaggio lanciato dal primo «Ivory crush» in Italia, organizzato a Roma al Circo Massimo, in cui è stata distrutta più di mezza tonnellata di oggetti in avorio sequestrati.

Contrastare il bracconaggio
Anche l'Italia ha voluto così, con questo evento organizzato dalla onlus Elephant Action League con il Ministero dell'Ambiente, la collaborazione del Ministero delle Politiche agricole e il Corpo forestale dello Stato, aderire alla campagna internazionale per contrastare il bracconaggio e il commercio illegale di questo materiale e proteggere gli elefanti.

I proventi per le guerre
Il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti: «Io credo che sia un dovere morale dell'Ue, che commercializza un terzo dell'avorio a livello mondiale, prendere una posizione forte contro il massacro di questi animali. Oggi lo facciamo in maniera dimostrativa, distruggendo l'avorio sequestrato, lo faremo ancora più forte applicando quella che è la direttiva dell'Ue». Un traffico che va fermato per tanti motivi, dice Galletti: «Oggi gran parte dei proventi che derivano dal commercio di avorio vanno a beneficio dei trafficanti di armi e a finanziare guerre prevalentemente in Africa».