30 settembre 2020
Aggiornato 11:30
un'idea per comunioni, cresime e matrimoni

Roma, ora il Circo Massimo si può affitare per (costosi) eventi esclusivi: che fine ha fatto il bene comune?

Se da un lato non sorprende affatto che il Comune di Roma abbia deciso di sfruttare le sue preziose risorse archeologiche per "fare cassa", dall'altro non si può ignorare il fatto che la questione ci ponga dinnanzi ad alcuni interrogativi affatto trascurabili

ROMA - A Roma c'è una grande novità. Ed è assolutamente degna di nota, nonostante sia passata quasi inosservata alla maggioranza dei romani. Poca attenzione le è stata riservata perfino sui media nazionali, eppure non si tratta di un dato irrilevante nella quotidianità capitolina. Ma di un cambiamento epocale capace di suscitare perplessità, critiche e forse qualche riflessione di troppo. Sarà per questo che la notizia in questione è (quasi) passata in sordina?

Un'importante novità nel cuore della città
E' arrivata la primavera e con la bella stagione per molti di noi inizierà anche il rituale tour de force di battesimi, comunioni, cresime e matrimoni che si concentrano abitualmente in questa parte dell'anno. Stavolta, però, c'è una grande novità. E' possibile affittare il Circo Massimo per eventi privati alla modica - si fa per dire - cifra di 15mila euro al giorno. Sembra uno scherzo, un gioco, una battuta. Ma non lo è affatto.

L'affitto del Circo Massimo costerà 15mila euro al giorno
Come evidenzia Manlio Lilli nell'articolo pubblicato ieri su Il Fatto Quotidiano, con la delibera disposta dal commissario Tronca e adottata con i poteri dall’Assemblea capitolina appena qualche giorno prima di Pasqua, uno dei siti archeologici più importanti della Capitale può essere ora affittato dai privati per svolgervi qualsiasi tipo di eventi, non più solo - come avveniva prima della modifica della dicitura attualmente adottata - i grandi «concerti a pagamento» di famosi gruppi musicali che tutti ricordiamo. Chi vorrà potrà quindi assicurarsi una location d'eccezione alla modica cifra di 15mila euro al giorno, e il successo è assicurato. 

Da bene comune a giardino privato?
Se da un lato però non sorprende affatto che il Comune di Roma abbia deciso di sfruttare le sue preziose risorse archeologiche per "fare cassa", dall'altro non si può ignorare il fatto che la questione ci ponga dinnanzi ad alcuni interrogativi affatto trascurabili. Nei giorni in cui il Circo Massimo sarà "affittato" dall'elite capitolina per eventi esclusivi evidentemente non potrà essere fruibile per turisti, pellegrini o residenti desiderosi di godere di uno dei luoghi più belli della città. Un bene comune diventerà così un grande giardino a pagamento riservato a pochi - i più ricchi -, quando invece dovrebbe essere di tutti. La caratteristica di un bene comune, invece, è proprio quella di non poter essere "escludibile": nessuno può essere escluso dal suo utilizzo. Tuttavia, da oggi romani e turisti potranno essere privati di un loro diritto inalienabile. Ci auguriamo che l'amministrazione capitolina regolamenti nel modo migliore questa importante novità (magari introducendo dei limiti alla possibilità di affittare il sito archeologico), affinché le esigenze del bilancio comunale non calpestino i diritti dei suoi cittadini.