18 giugno 2021
Aggiornato 17:00
Nuove verifiche del Comune

Campidoglio: nelle case popolari con redditi superiori a 250mila euro

Ancora problemi in Campidoglio. Spunta un nuovo dossier, stavolta sulle case popolari

ROMA – A Roma scandali su scandali. Dopo Affittopoli, spunta fuori in Campidoglio un interessante faldone sulle case popolari. Lo stesso Comune di Roma ieri ha diffuso una nota in cui si parla dell'avvio di «verifiche del patrimonio immobiliare di Roma Capitale». In realtà in questo modo il Campidoglio dà il via ad una serie di sfratti che poco hanno a che vedere con il caso Affittopoli.

300 pratiche esaminate
Il Comune di Roma fa sapere che la fase di analisi si struttura di tre momenti, la «fase istruttoria e accertamento responsabilità, allontanamento di chi non è in possesso dei requisiti, riassegnazione delle abitazioni agli aventi diritto inseriti nelle graduatorie del 2000 e 2012. Sulla base della segnalazioni effettuate dalla segreteria tecnica del commissario straordinario, 300 sono state le pratiche esaminate nell'ultima settimana dal dipartimento per le Politiche sociali e abitative».

Redditi spropositati
Il Campidoglio fa sapere anche che «nella metà dei casi è in corso la verifica della documentazione prodotta per disporre l'eventuale decadenza: decreti di rilascio mai eseguiti, procedure pregresse non concluse, assenza di contratto o titoli di ingresso risalenti agli anni 80, redditi di gran lunga superiori ai massimi previsti (anche oltre i 250.000 euro) o possesso di proprietà immobiliari».

Ricognizioni su eventualità
Da quanto fa sapere il Campidoglio rispetto alle prime verifiche, «poco più di un terzo delle posizioni risultano regolarmente contrattualizzate, ma sono in corso le ricognizioni su eventuali morosità. Per 31 unità è stato avviata la procedura per il rilascio dell'immobile, già conclusa in 14 casi. Parallelamente, da gennaio, sono stati assegnati ad aventi diritto 52 alloggi resisi disponibili negli Erp del Centro storico».