15 ottobre 2019
Aggiornato 23:30

Sindaco di Roma, Meloni vuole un suo fedelissimo

La gravidanza blocca la sua candidatura in prima persona, ma la presidente di Fratelli d'Italia spinge un suo luogotenente: il capogruppo alla Camera Fabio Rampelli. Oggi l'ennesimo vertice del centrodestra per decidere

ROMA – Nemmeno l'ultimo vertice ad Arcore tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni è servito a sciogliere i nodi: la questione del candidato sindaco di Roma del centrodestra resta in sospeso. L'unica certezza è che non sarà, come sembrava ormai scontato, Alfio Marchini, il nome che piaceva a Salvini ma non alla Meloni: «È stato bocciato, non sarà il nostro candidato a Roma – ha rivelato il leader della Lega ai microfoni de La Zanzara – Il veto lo ha messo Giorgia Meloni. C'è in ballo un altro nome, ma non sono io a contattarlo. In settimana si saprà». E un altro nome, Giorgia Meloni ce l'ha già. La presidente di Fratelli d'Italia, che per lungo tempo ha cullato il sogno di candidarsi in prima persona, dopo l'annuncio della sua gravidanza ha pensato ad un suo fedelissimo per raccogliere il testimone: Fabio Rampelli. Classe 1960, ex azzurro di nuoto ed architetto, attualmente capogruppo alla Camera di Fdi, sarebbe il luogotenente perfetto per la lady della destra italiana.

Il partito tifa per lui
Per ora, il diretto interessato si limita a glissare: «Siamo tutti al servizio in questo caso di Roma e dei nostri valori di riferimento, quelli del centrodestra – ha risposto a Radio Cusano Campus – Le scelte dei sindaci peggiori che abbiamo avuto a Roma, sono state quelle dettate dall’appetibilità del nome o dell’estetica che si nascondeva dietro un nome». In compenso il resto del partito tifa apertamente per lui: «Solo chi conosce le criticità del territorio può risolvere i problemi dei cittadini e dopo il marziano Marino Roma ha diritto di avere un sindaco radicato e competente – ha affermato il deputato Achille Totaro – Da questo punto di vista Rampelli è una sicurezza per tutto il centrodestra: parla per lui la sua esperienza amministrativa, iniziata addirittura nei consigli municipali, passando per il Campidoglio, la Pisana e Montecitorio. Il suo nome per la coalizione è una risorsa: candidarlo alla guida del Campidoglio sarebbe una scelta pragmatica e coerentemente di centrodestra. E la coerenza paga sempre, anche in termini di consenso popolare».

Meloni extrema ratio
Oggi i tre alleati Berlusconi, Salvini e Meloni hanno in programma un nuovo incontro, stavolta con la speranza di dire veramente l'ultima parola sulla vicenda. Se prevalesse il no a Rampelli, nella lista degli aspiranti restano il magistrato Alfredo Mantovano e la giudice Simonetta Matone, ma anche outsider del mondo dello spettacolo come Rita Dalla Chiesa. E poi l'ultima carta da giocare, in caso di stallo prolungato: quella di convincere davvero Giorgia Meloni a correre in prima persona. Nonostante il pancione.