13 novembre 2019
Aggiornato 22:00
La proposta di governance

Città metropolitana Roma, Unindustria: Al sindaco poteri speciali

La proposta è quella di una nuova organizzazione, che si propone, garantisce equità territoriale e coesione prevedendo interventi in aree di esclusione e di povertà, competitività migliorando l'efficienza e l'accessibilità di investitori esterni alla Città Metropolitana e alla Regione

ROMA - Trasformare i 15 Municipi romani in Comuni autonomi nell'ambito della Città metropolitana di Roma Capitale «che li renderà alla pari con gli attuali 120 Comuni dell'area metropolitana», dando al sindaco della Città metropolitana di Roma poteri speciali, che ne facciano un interlocutore unico e efficace per le realtà produttive del territorio. Infine, rggiungere gli obiettivi della legge Delrio «favorendo le unioni di Comuni che formano l'area metropolitana - immaginiamo 11 aggregazioni - a cui sarà affidata la gestione congiunta dei servizi di interesse economico generale».

La proposta di governance
Sono i tre pilastri della proposta di nuova governance di Roma capitale presentata da Unindustria questa mattina, nel corso dell'evento «La città metropolitana di Roma capitale», e contenuta in uno studio commissionato all'Universita di Tor Vergata e alla Luiss, nell'ambito dei lavori della Rete delle Associazione Metropolitane di Confindustria.

135 comuni intorno a Roma
In base alla proposta, il territorio verrebbe riorganizzato intorno a 135 comuni che manterrebbero le loro prerogative municipali ma coopererebbero su molti fronti. Ogni Unione si occuperà della gestione comune dei servizi economici di interesse generale necessari al buon funzionamento del rapporto stato-cittadino-imprese e delle azioni di start up che avviino il processo di crescita e occupazione, si propone nello studio. Questa riorganizzazione porta con sé un riassetto anche del resto del territorio della Regione e delle restanti 4 province che dovranno anch'esse organizzarsi attraverso l'unione dei loro Comuni e, con l'esercizio aggregato delle loro funzioni, dovranno essere in grado di rinforzare legami con la Capitale che nel caso di Roma è strategicamente posizionata.

Compiti diversi al sindaco
Il risultato è una proposta integrata e sussidiaria che agisce sia su scala regionale sia su scala di area vasta. La Regione (ente locale di «collegamento» tra Roma e le altre province) e i Comuni manterrebbero inalterato il loro ruolo «ma completamente diversi saranno i compiti da attribuire al Sindaco della Città metropolitana di Roma Capitale che, come in tutte le capitali europee, non saranno certo la gestione di attività di tipo ordinario, ma speciali», aggiungono i ricercatori.

Equità territoriale e coesione
«Questa nuova organizzazione, che si propone, garantisce equità territoriale e coesione - conclude lo studio - prevedendo interventi in aree di esclusione e di povertà, competitività migliorando l'efficienza e l'accessibilità di investitori esterni alla Città Metropolitana e alla Regione, sostenibilità migliorando la rete complessiva dei servizi e l'uso delle risorse come suolo e spazi».



(con fonte Askanews)