10 mila euro per un matrimonio finto
Smantellata rete di immigrazione clandestina dalla Grecia all'Italia: le indagini hanno scoperto il sistema con cui gli indagati facevano entrare illegalmente in Italia gli stranieri, soprattutto originari del medio oriente, e organizzavano matrimoni simulati con italiane, per far ottenere la carta di soggiorno per motivi familiari
ROMA - Almeno 10mila euro per un matrimonio finto con una italiana e il permesso di soggiorno: i carabinieri della capitale hanno smantellato una rete di immigrazione clandestina, dalla Grecia all'Italia, messa in piedi da due siriani; 18 le misure cautelari eseguite.
In arresto 18 persone
I militari del comando provinciale di Roma hanno eseguito un'ordinanza che dispone misure cautelari nei confronti di 18 persone, 13 italiani e 5 stranieri provenienti da Marocco, Siria e Romania, 8 uomini e 10 donne. In 14 sono accusati di avere organizzato un sistema per favorire l'immigrazione clandestina e la permanenza sin Italia di cittadini stranieri, dietro pagamento di ingenti somme di denaro. Cinque sono accusati di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Numerose anche le perquisizioni eseguite. Nell'operazione sono stati impiegati oltre 150 carabinieri, unità cinofile e un elicottero.
Il sistema
Le indagini, coordinate dalla Procura di Velletri e condotte dai carabinieri della compagnia di Pomezia, anche con attività tecniche, quali intercettazioni, hanno scoperto il sistema con cui gli indagati facevano entrare illegalmente in Italia dalla Grecia stranieri, soprattutto originari del medio oriente, e organizzavano matrimoni simulati con italiane, per far ottenere la carta di soggiorno per motivi familiari. I matrimoni erano contratti all'estero e poi regolarizzati in Italia. Sono state sequestrate numerose copie di documenti di identità egiziani, copie di certificati di matrimoni tra +italiane e cittadini egiziani e documenti probatoria di unioni civili, contratti nei comuni di Roma, Pomezia e Ardea.
Due siriani alla guida del sistema
Promotori e organizzatori dei viaggi e dei matrimoni combinati, che potevano raggiungere il costo di 10mila euro, due cittadini siriani, aiutati da numerose donne italiane, che per svolgere il loro ruolo di spose o promesse spose guadagnavano 500 euro a viaggio. Le donne infatti arrivavano in Grecia, in genere in aereo, a volte in nave, con biglietti acquistati dai due siriani, dopo che il referente dell'organizzazione, in loco, un egiziano, aveva individuato i promessi sposi-clienti, gli uomini interessati a raggiungere l'Italia, ai quali far contrarre matrimonio. Tramite un ulteriore intermediario, erano anche forniti documenti falsi agli stranieri in partenza.
Matrimoni in Egitto
Le donne incontravano così in Grecia i clandestini e ritornavano con loro in Italia, in porti ed aeroporti diversi ogni volta. Alla partenza e allo sbarco, per evitare i controlli, la coppia fingeva una relazione, spacciandosi per fidanzati o per semplici amici. Le indagini hanno accertato che i due siriani, ideatori del sistema, seguivano interamente la pratica dei matrimoni, che venivano celebrati in Egitto, poi si adoperavano affinché lo straniero, una volta in Italia, potesse ottenere la carta di soggiorno per ricongiungimento familiare, spesso accompagnandolo negli uffici competenti di persona, insieme alla finta moglie italiana. Dopo il previsto periodo, scattava la richiesta di divorzio.
Depositi di droga
Nell'ambito delle stesse indagini, i carabinieri hanno anche scoperto una fiorente spaccio di droga in spiaggia, lungo il litorale pometino e romano, e ad Ardea, nel complesso popolare delle «Salzare». Vedette e depositi di droga, scavati nella fitta boscaglia della pineta di Campo Ascolano o ricavati sotto la sabbia. Uno dei principali punti di spaccio le dune tra Torvaianica e Capocotta.
(con fonte Askanews)