Capodanno: a rischio il concerto in piazza
Nessuna festa ai Fori, piazza del Popolo e Circo Massimo durante la notte di Capodanno. Il commissario Tronca è orientato per questa decisione, ma il Campidoglio non conferma
ROMA – Niente concertone di Capodanno a Roma. A deciderlo è il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, che, arrivato a Roma per sostituire l'ex sindaco Ignazio Marino, ha avviato tutta una serie di divieti che sembra culminare con l'interruzione della ventennale manifestazione romana. La sera del 31 dicembre Piazza del Popolo, Fori Imperiali e Circo Massimo saranno come tutte le altre sere: niente musica, niente luci, niente countdown.
Tronca: sono un tecnico, cifra troppo alta
«In tutte le grandi capitali del mondo si festeggerà il Capodanno, mentre Roma sarà l'unica metropoli che non porterà avanti quella che era diventata la sua tradizione, il grande concerto di Capodanno», commentano da Assomusica, l'associazione che si occupa dell'organizzazione del grande evento, celebre per aver portato in piazza i grandi nomi della musica italiana dal 1996. È lo stesso Tronca a sbilanciarsi in merito al capodanno romano: «Sono un tecnico chiamato a far quadrare i conti - avrebbe considerato - la decisione di spendere una cifra importante per il concertone la può prendere solo un politico eletto dai cittadini».
Niente concerti in periferia
Neanche la periferia, però, sembra subire una sorte diversa. Eppure nel corso di una delle ultime giunte, l'amministrazione Marino affermava che «A Rebibbia, Laurentina, Anagnina e Battistini ci sarà un capodanno speciale con video, film, musica e spettacoli. Dal pomeriggio fino alle 2 di notte le periferie saranno il centro della città». Dunque tutti gli estremi delle linee metropolitane sarebbero stati addobbati a festa.
La vecchia amministrazione disse..
Gli assessori alla Scuola e alla Cultura Marco Rossi Doria e Giovanna Marinelli, in quel momento, erano convinti di voler collegare le quattro piazze: «Abbiamo lanciato un bando per giovani e meno giovani», spiegavano i due assessori, «che producono cultura e spettacoli. Investiamo 300 mila euro perché realtà creative possano mettere insieme artisti e cittadini nell’animazione di un capodanno di qualità, capace di investire i quattro poli della città».