12 luglio 2020
Aggiornato 03:00
Sarebbe la prima volta in venti anni

Capodanno, a rischio concerto in piazza: tutti contro Tronca

Da Forza Italia a Sel, la politica chiede al commissario straordinario di rivedere il programma per capodanno e di non cancellare la tradizione. M5S d'accordo: non è il momento di spendere per i concerti

ROMA - Troppe risorse da investire per una città che di emergenze ne ha ben altre, a cominciare dai trasporti e dal rinnovo dei contratti del personale: dagli uffici capitolini emerge essere questo il problema che molto probabilmente farà saltare il Concertone di Capodanno, tradizione ultraventennale nelle festività della Capitale. Il Commissario e il suo staff non confermano e non smentiscono la fuga di notizia: si aspetta, però, una pronuncia ufficiale che non dovrebbe tardare.

Si rompe una tradizione
Inversione di marcia «a U» rispetto alla volontà della Giunta Marino che, negli ultimi giorni della sua vigenza, aveva addirittura articolato l'iniziativa in un evento in centro città e ben quattro in periferia. «Niente festa, niente Roma - protesta il coordinatore romano di Forza Italia Davide Bordoni - Senza festeggiamenti pubblici si rompe una tradizione cara ai romani, si incrina parte dell'identità della Capitale».

Tronca pensa solo al Giubileo
Tronca, attacca l'ex capogruppo di Sel in Campidoglio Gianluca Peciola «deve farsi aiutare. Pensa solo al Giubileo. Roma è allo sbando. Su ogni fronte della cultura e della cura della città». Fuori coro esce l'ex candidato sindaco del M5S Marcello Di Vito che all'Askanews spiega che «in un momento come questo è meglio spendere i soldi per l'assistenza agli anziani, ai disabili, per le scuole, piuttosto che per fare concerti». L'appoggio alla linea Tronca vale a maggior ragione per gli eventi periferici, «considerato che - aggiunge Di Vito - negli anni abbiamo assistito alla solita questua da parte dei presidenti dei municipi per il foraggiamento delle solite associazioni o cooperative».

(con fonte Askanews)