21 settembre 2019
Aggiornato 06:30
10 milioni di contravvenzioni cancellate

Così i vip di Roma si facevano cancellare le multe

La Finanza perquisisce l'ufficio Contravvenzioni. Cinque funzionari indagati per falso, abuso d'ufficio e truffa. In un caso le infrazioni annullate per l'accesso alla Ztl sono di 600mila euro

ROMA – Falso, abuso d'ufficio e truffa. Un nuovo scandalo travolge il Campidoglio e stavolta al centro della bufera ci sono cinque funzionari che con un clic cancellavano multe e contravvenzioni. Si ripete la storia dei furbetti che «mangiano» sulle spalle dei cittadini onesti. «Bastava quello per fare annullare le multe»: a parlare è l'ex assessore alla Legalità del Comune di Roma, Alfonso Sabella, che, insieme al segretario generale Serafina Buarnè, si è insospettito e ha deciso di avviare i dovuti controlli.

L'intuizione di Sabella
L'intuizione di Sabella era più che fondata e a confermarlo è il risultato dell'inchiesta portata avanti dalla Procura di Roma. Cinque persone degli uffici del Campidoglio sono indagate per aver favorito la cancellazione di centinaia di migliaia di multe per passaggi abusivi nelle zone a traffico limitato di Roma, provocando così un grosso buco di milioni di euro di danni del Comune di Roma. Le casse del Campidoglio, infatti, sono state private, così, di ingenti somme: qualche funzionario chiude un occhio e gli amici di amici si vedono condonare illegalmente le contravvenzioni.

La soffiata che conferma il sospetto
Alfonso Sabella spiega come, assieme al segretario generale Buarnè, nominato a fine luglio dall'allora sindaco Ignazio Marino, ci si era resi conto che nell'Ufficio Contravvenzioni del Comune di Roma «il livello delle misure anticorruzione era sotto lo zero». Qualcosa non quadrava affatto nel modus operandi di alcuni funzionari. Procedure non rispettate e documenti stranamente introvabili: scatta il sospetto nell'assessore. Sospetto che viene avvalorato dalle «soffiate» anonime. A questo punto Sabella sa quello che deve fare e, seguendo le norme delle misure anticorruzione, sposta i funzionari in altri settori, nel dipartimento Attività Culturali e presso il dipartimento Sviluppo e Valorizzazione. Intanto l'assessore fa un esposto alla Procura di Roma, ma l'inchiesta giudiziaria prende piede dalla denuncia di una dipendente che lavora proprio in quell'ufficio.

La denuncia del funzionario
I fatti denunciati dalla donna fanno riferimento a quattro anni fa e vedrebbero al centro dei «favori» un noto imprenditore e qualche personaggio dello spettacolo. In un singolo caso pare siano stati cancellati addirittura 600mila euro per accessi senza permesso nella Ztl capitolina. L’indagine in questione nasce da un contenzioso che vedeva coinvolto l’ex capo dell’ufficio contravvenzioni Pelusi. La donna, alle dipendenze di Pelusi, lo accusato di alcune irregolarità nella conduzione dell’ufficio. Ma la storia non finiva qui, perché il direttore, a sua volta, l’aveva denunciata per calunnia. Il pm ha chiesto il rinvio a giudizio della funzionaria e da questa inchiesta sono scattati accertamenti ulteriori affidati al pm Dall’Olio, e all’iscrizione nel registro degli indagati dei cinque ex funzionari dell’ufficio contravvenzioni.

Una lunga storia
Non sembra essere, però, un caso isolato. Solo due anni fa, infatti, lo stesso ufficio di via Ostiense si macchiò di «peccati» affini a questo. Due dipendenti, in quel caso, furono arrestati in seguito all'indagine avviata dal direttore del dipartimento Risorse economiche della Municipale che aveva scoperto il trucchetto messo in piedi dai funzionari in questione. L'inchiesta si allargò a macchia d'olio e portò a galla un giro di «favori» non indifferente, vedendo implicati alcuni vigili urbani e una sfilza di un migliaio di nomi che avevano usufruito della «generosità» dei funzionari. Le indagini degli inquirenti non si sono fermate e si cerca di andare a fondo. Anche grazie all'acquisizione di documenti ottenuti dalla perquisizione delle abitazioni degli indagati si cerca di comprendere quanto sia ampio il fenomeno.