20 settembre 2019
Aggiornato 22:00
Parla il commissario di Roma

Tronca: Riconoscere il peso di Roma in legge regionale

La Capitale non è una città come le altre, e non solo solo dal punto di vista politico. Il suo commissario, Francesco Paolo Tronca, ha esplicitato il suo pensiero in merito alla proposta di legge regionale per il recepimento della riforma Delrio

ROMA - «Sicuramente mi sento gratificato dei ringraziamenti che ho raccolto ma francamente mi meraviglia e non poco perché il mio è l'esercizio di un dovere istituzionale e non potevo sottrarsi perché rientra anche questo nell'ambito della responsabilità che mi è stata attribuita». Parole del Commissario prefettizio di Roma Capitale, Francesco Paolo Tronca, nel corso dell'audizione alla Pisana sulla PL 269 del 15 giugno 2015, concernente «Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alla città metropolitana di Roma capitale, a Roma Capitale e riallocazione delle funzioni amministrative a livello locale».

Roma capitale ha le sue peculiarità
Il prefetto ha così ringraziato i consiglieri regionali che gli hanno augurato il buon lavoro per l'impegno in Campidoglio dicendosi meravigliato dal momento che si tratta di un suo dovere istituzionale e passando al tema dell'audizione ha detto: «Questo articolato è veramente importante molto più di quel che si percepisca e non è per niente di facciata. E' importante perché a mio parere è una opportunità di definire certe cose e valorizzarne altre, ma questo è rimesso alla politica. Una cosa è certa che emerge sempre la peculiarità di Roma Capitale, questo è certo, Roma Capitale ha la sua peculiarità che non può essere disconosciuta e quindi va tenuta in debito conto. Io con il mio breve discorso ho dato la mia visione sia pure parziale sulla questione ma non posso andare in quanto sapete che i confini dell'ordinamento e quindi della democrazia non sono elastici, ma al contrario sono ben definiti e insuperabili, sono tracciati dalle parole inequivocabili della nostra Carta Costituzionale».

«Ho troppo rispetto per la democrazia»
«Quindi io non posso esprimermi - ha ribadito Tronca - perchè rischio di lasciare delle tracce di una eredità valutativa che non mi spetta ma spetta agli organi eletti dal popolo io ho troppo rispetto per la democrazia, ho troppo rispetto per la nostra Costituzione, ho troppi rispetto per i valori che vengono espressi dagli elettori». «Non ho nemmeno titolo per dare valutazioni sull'impianto generale di una proposta di legge - ha aggiunto - non spetta a me, e ciò è rimesso ad altre dinamiche dialettiche ed è tutto in mano alla politica che è l'anima e la voce della democrazia. Io esercito la mia responsabilità limitatamente nel tempo in attesa che il tutto venga restituito alle dinamiche democratiche. Quel a cui devo pensare è solo mandare avanti l'amministrazione nel migliore dei modi cercando di intervenire sulle criticità senza varcare i confini del mio mandato. Ciò non toglie che certi segnali forti si possono dare purché rientrino nella della mia responsabilità», ha sottolineato il prefetto, ribadendo che «il punto nodale è il peso che si intende dare alle peculiarità di Roma Capitale».


(con fonte Askanews)