19 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
si avvicinano le elezioni

Alfio Marchini, le alleanze possibili (e le faide intestine per il suo nome)

Intorno a uno dei candidati più papabili per la poltrona del Campidoglio si muovono i tentacoli di svariati partiti. E all'orizzonte compaiono amici e nemici

ROMA - Alfio Marchini continua ad avere tutti i riflettori puntati addosso. Sono in molti a credere che sia un ottimo candidato per la poltrona del Campidoglio, e i partiti nazionali tentano di sedurlo per stringere con lui l'alleanza vincente. Marchini, però, tiene sulla graticola i politici dai nomi ridondanti e abusati, dicendo di voler correre da solo. Intorno a lui, nel frattempo, cominciano a delinearsi facce amiche e nemiche. 

Marchini: Prima le proposte per Roma, poi le alleanze
«Manca solo che al toto nomi si aggiunga la rissa sulle future liste elettorali e poi veramente i romani prendono i forconi", afferma in una nota Alfio Marchini, sottolineando: «Verrà il tempo delle alleanze. Ora è il tempo di scrivere ciò che vogliamo fare per i romani, con quali mezzi e con quale risorse. Poi presenteremo la base della squadra di governo e su questa base nascerà la proposta politica che si candiderà a governare Roma per i prossimi dieci anni». Il VIP del momento non si scompone e prende tempo, dicendo di voler correre da solo con un suo simbolo. E a chi replica che non ha abbastanza carisma per combattere senza l'appoggio di un partito più strutturato risponde così: «Hanno sottovalutato che respiro politica da quando sono nato.»

Alfano: Marchini? Molto bene per Roma
Intanto, intorno a Marchini si muovono le brame di diversi partiti nazionali, che allungano verso di lui i loro tentacoli, o almeno ci provano. «Noi guardiamo ai movimenti civici che stanno nascendo in Italia e che hanno dato, come a Venezia con Brugnaro, prova di poter essere vincenti. È stata la nostra scommessa nelle ultime elezioni e riteniamo di averla vinta», dichiara  il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, in un'intervista all'Avvenire, a proposito delle prossime elezioni amministrative a Roma e della candidatura di Alfio Marchini. «In questo senso, non possiamo che vedere positivamente l'individuazione di una personalità civica, non necessariamente espressione dei partiti, su cui convergere. Un candidato che abbia a cuore Roma, che abbia vissuto a Roma, che la consideri la vetrina d'eccellenza del nostro Paese nel mondo", ha aggiunto.

Giro: Su Marchini sono agnostico
Eppure, c'è anche chi non gradisce la presenza di Marchini. Non solo Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, che l'hanno già sconfessato pubblicamente, ma perfino Forza Italia è divisa al suo interno tra chi sarebbe favorevole a una sua cadidatura e chi non ne vuol proprio sentir parlare. «Sono mesi che personalmente considero prematuro parlare di nomi per il campidoglio e dopo mesi resto di questo parere. Anche Berlusconi ha semplicemente detto che Marchini si candida comunque ed è un 'comunque' che difficilmente possiamo ignorare. Ma prima occorre studiare i problemi di Roma e individuare le nostre priorità e proposte. Poi incominceremo a valutare candidature e alleanze. Ora è troppo presto. Anche se a fine anno dovremo avere le idee già abbastanza chiare", sostiene in una nota il senatore di Fi, Francesco Giro. «Quanto a Marchini io personalmente - osserva - sono stato finora agnostico né pro né contro perché ho grande rispetto per il suo progetto che è per ora distinto e distante dai partiti tradizionali e FI ormai è un partito fra questi con un radicamento consolidato nella capitale».

Non ha abbastanza carisma per correre da solo
«C'è il doppio turno e forse Marchini immagina di arrivare solo al ballottaggio con un listone civico variopinto o addirittura spera di convincere PD e FI a non presentare i loro simboli e a sostenerlo in chiave anti grillina. Per ora mi limito a dire che è una operazione difficile da concepire anche in seguito alla traumatica uscita di scena del sindaco Marino. Agli occhi dei romani - prosegue Giro - potrebbe apparire come una operazione meramente consociativa e non innovativa. Destra e sinistra esistono eccome e in particolare in una città complessa come Roma otto volte più grande di Milano e col doppio degli abitanti. Aggiungo che Marchini potrebbe riuscire nella sua ardita operazione civica nonostante e oltre i partiti e correre solo se fosse dotato di un carisma politico prorompente e di una straordinaria passione politica che io sinceramente intravedo solo a tratti. Ma anche per questo è troppo presto per esprimere un giudizio definitivo. Ci limitiamo per ora a dire che le sue interviste hanno un sapore divisivo e non carismatico», conclude.

Zappacosta: Marchini è il candidato giusto per Fi
Di tutt'altro avviso, evidentemente l'ex Cav, che su Marchini ha già messo gli occhi da tempo giudicandolo il cavallo vincente per Roma. «Il presidente Berlusconi ha individuato in Marchini il candidato ideale per la città di Roma. Una persona che non ha avuto nulla a che fare con il sistema politico di questi anni che ha disgustato i cittadini», ha detto invece, intervenendo a SkyTg Pomeriggio, Andrea Zappacosta, presidente nazionale di Azzurra Libertà, movimento giovanile di Silvio Berlusconi. «Il gruppo dirigente che compone l'attuale sistema politico, sia di destra che di sinistra - ha aggiunto - ha fallito. I partiti non sono più attrattivi per gli elettori. Occorre perciò un forte rinnovamento delle personalità all'interno di Forza Italia, perché solo così potremo affiancare ad un candidato civico un centrodestra nuovo e competitivo. É indubbio però, che a prescindere dai tanti nomi che circolano in questi giorni, si debba convergere su un unico candidato che possa mettere d'accordo gli alleati della coalizione", ha concluso. Chi riuscirà ad accaparrarsi Alfio Marchini? (Fonte Askanews)