19 gennaio 2020
Aggiornato 01:00
Fastidio per interviste imprenditore. Apertura su Meloni, malumori su Salvini

Silvio non sta con Marchini. Ma con Salvini?

Dentro Forza Italia, smarrita e in calo di consensi, ormai tutto genera divisioni. Figurarsi se poteva passare liscio l'endorsement di Silvio Berlusconi verso Alfio Marchini come sindaco di Roma.

ROMA - Dentro Forza Italia, smarrita e in calo di consensi, ormai tutto genera divisioni. Figurarsi se poteva passare liscio l'endorsement di Silvio Berlusconi verso Alfio Marchini come sindaco di Roma. Non stupisce, dunque, la frenata che arriva oggi dagli azzurri. Questa volta, però, l'ordine di 'depotenziare' quel sostegno è arrivato direttamente dal Cavaliere. Il quale, viene spiegato, non avrebbe affatto gradito le interviste rilasciate dal costruttore romano al Corriere della Sera e a Repubblica.

Rettifiche
Soprattutto quell'aria definita sprezzante con cui si era detto pronto a prendere i voti del Cavaliere ma stando ben attento a correre con il suo simbolo, perché «i partiti hanno avuto mille occasioni ma hanno fallito». Non è un caso se una fedelissima come Licia Ronzulli ci tenga a sottolineare che l'ex premier con i giornalisti si era limitato a esprimere una simpatia e non a fare un endorsement. Insomma, sempre colpa della stampa, sebbene il virgolettato del leader azzurro fosse abbastanza chiaro. «Il nostro candidato a Roma - aveva affermato - sarà Alfio Marchini. Lui comunque si candida, proporre un nostro nome alternativo porterebbe a una sconfitta certa». Dopo le interviste dell'imprenditore, però, la decisione di tirare il freno a mano e, addirittura, un rilancio su un possibile sostegno alla candidatura di Giorgia Meloni. «E' il segretario di un partito con cui Forza Italia è alleata: quindi - spiega ancora Ronzulli - se si candida, Forza Italia la sosterrà. Il punto fermo è che tutto il centrodestra si sieda intorno ad un tavolo e parli del programma e poi dei nomi». Candidatura che, in realtà, resta in stand by e che, comunque, non metterebbe tutti d'accordo tra gli azzurri. A mettere l'accento sulle interviste «sbagliate» di Marchini è anche il senatore Francesco Giro, che le giudica dal «sapore divisivo e non carismatico». Non che la partita sia chiusa, ma Berlusconi ci tiene a far capire, anche tatticamente, che nulla è scontato.

Sul palco con Salvini e Meloni
Prendere le distanze dall'imprenditore romano, peraltro, in questo momento produce anche un effetto non trascurabile perché riavvicina il Cavaliere agli altri due leader che domenica saranno insieme sul palco di Bologna: Meloni e Salvini. Con quest'ultimo non è escluso un incontro nei prossimi giorni in vista dell'evento che, ancora, dentro il partito azzurro continua a far discutere. «Alle manifestazioni di Forza Italia finora - dice per esempio Altero Matteoli - Berlusconi è intervenuto solo telefonicamente e ora, per la prima uscita pubblica, si mostra sul palco di Salvini a Bologna: una scelta che non mi entusiasma proprio».

Malumori
Tanto che a un certo punto pareva che Berlusconi fosse in procinto di convocare per domani un ufficio di presidenza, proprio su richiesta dei più scettici che chiedono un luogo ufficiale di discussione. L'ex premier non pare però avere particolare voglia di mettersi lì a fare una discussione su una decisione che, per quanto lo riguarda, è già presa. Non è previsto che domani sia nella Capitale ma non è detto che il pressing per un confronto non vada a buon fine nei giorni successivi.

(Con fonte Askanews)