2 giugno 2020
Aggiornato 12:00
Sigilli a società, auto e conti correnti

Sequestro da 4 milioni a boss del clan Santapaola-Ercolano

La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito stamani un decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Catania nei confronti di Orazio Benedetto Cocimano, 51enne ritenuto elemento di vertice del clan catanese Santapaola-Ercolano

PALERMO - La Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha eseguito stamani un decreto di sequestro beni emesso dal Tribunale di Catania - Sezione Misure di Prevenzione - su proposta avanzata dal Direttore della D.I.A., Nunzio Antonio FERLA, nei confronti di Orazio Benedetto Cocimano, 51enne ritenuto elemento di vertice del clan catanese Santapaola-Ercolano. Più volte arrestato, Cocimano è divenuto, dal 2009, reggente operativo dell'ala militare della "famiglia", nonché detentore della «cassa degli stipendi».

Vicino a Zuccaro, coinvolto nell'omicidio Ilardo
Particolarmente vicino al boss «santapaoliano» Maurizio Zuccaro, Cocimano è stato indicato dal collaboratore di giustizia Santo La Causa come componente del gruppo di fuoco che nel 1996 uccise Luigi Ilardo, confidente del Colonnello dell'Arma dei Carabinieri Riccio negli anni della ricerca di Bernardo Provenzano (vicenda che tuttora costituisce oggetto di discussione nel noto processo sulla presunta trattativa Stato-Mafia). Inoltre, sempre secondo lo stesso pentito, Cocimano ebbe anche un ruolo chiave nell'omicidio del rampollo dei Santapaola, Angelo.

Indagini complesse
La ricostruzione del profilo criminale di Cocimano, insieme agli approfonditi accertamenti patrimoniali (estesi anche al suo nucleo familiare) svolti dal personale della D.I.A., hanno consentito di verificare la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati ed il suo tenore di vita. Tale complessa attività investigativa è stata condivisa dal Tribunale di Catania che ha disposto l'emanazione del provvedimento che ha riguardato il sequestro di beni stimati in oltre 2 milioni di euro, tra cui alcuni intestati a prestanome. I sigilli sono scattati per 4 società operanti nel settore dell'edilizia, nonché autovetture, motoveicoli, conti correnti e altri rapporti finanziari ancora da quantificare.

(con fonte Askanews)

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