23 luglio 2024
Aggiornato 05:30
Tirrenoambiente, gli arresti

L'ex senatore Piccioni ai domiciliari accusato di peculato e corruzione

Le indagini riguardano la discarica nel comune messinese di Mazzarà Sant'Andrea. Coinvolti altri due amministratori originari del Vercellese

MESSINA - Custodia cautelare ai domiciliari per l’imprenditore vercellese Lorenzo Piccioni, già Senatore della Repubblica per tre Legislature nelle fila di Forza Italia. Il provvedimento riguarda l'indagine su una discarica in Sicilia ed è stato eseguito nelle prime ore di questa mattina.

Corruzione e peculato
Piccioni sarebbe coinvolto ed accusato di corruzione e peculato nell'indagine della Guardia di Finanza di Messina sulla discarica di Mazzarà Sant'Andrea. Per lui gli arresti domiciliari. Lorenzo Piccioni, vercellese ed ex senatore di Forza Italia fino al 2013, è amministratore della società Tirrenoambiente, che gestisce appunto la discarica siciliana.

Gli altri indagati
Oltre a Piccioni, le indagini hanno portato agli arresti anche di Salvatore Bucolo, sindaco di Mazzarà Sant'Andrea, di Giuseppino Innocenti nato a Borgo Vercelli e di Giuseppe Antonioli, nato a Borgomanero. Per Innocenti e Bucolo è prevista la detenzione in carcere mentre per Antonioli gli arresti domiciliari.

La gestione dei contributi per l'ambiente
Le indagini si sono concentrate sulla riscossione e gestione nel corso di più anni della «tariffa per opere di mitigazione ambientale» riscossa da Tirrenoambiente s.p.a che si sarebbe dovuta occupare di restituirla ai comune in cui è situata la discarica. Il danno per il comune di Mazzarà Sant'Andrea è stimato a 12 milioni e mezzo di euro.

Coinvolta anche una società sportiva vercellese
Significativo anche per la modalità di gestione di questi introiti, il contributo di oltre 700 mila euro erogato ad una piccola società sportiva dilettantistica di Borgo Vercelli.