25 aprile 2024
Aggiornato 12:00
Arrestati due uomini a Milano

«Siamo già a Roma. I nostri coltelli sono affilati e pronti per la macellazione»

I due sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale. Secondo gli inquirenti milanesi coordinati da Maurizio Romanelli avrebbero aderito e partecipato all'organizzazione terroristica denominata Stato Islamico

MILANO (askanews) - «Siamo già a Roma... manca poco, i nostri coltelli sono affilati e pronti per la macellazione». Lo si legge su un tweet postato il 16 aprile scorso sull'account «Islamic_State_in_Rome», aperto da Briki Lassaad, il presunto terrorista arrestato dalla Digos la scorsa notte a Brescia insieme al pakistano Mohammed Waqas.

I due facevano parte dell'Isis
I due sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al terrorismo internazionale. Secondo gli inquirenti milanesi coordinati da Maurizio Romanelli, il procuratore aggiunto a capo del dipartimento antiterrorismo, avrebbero aderito e partecipato all'organizzazione terroristica denominata Stato Islamico. Tra gli altri tweet contenuti nel capo di imputazione riportato nell'ordinanza di custodia cautelare del gip Elisabetta Meyer, ce n'è uno - sempre del 16 aprile - che recita: «Aspettati una sorpresa.. siamo da per tutti. Siamo nelle vostre strade, siamo i soldati di Allah».

«Sosteniamoci per vincere i romani crociati»
Quello stesso giorno è stato postato un messaggio con il disegno di cinque uccellini blu di twitter con fucili mitragliatori con una scritta in arabo: «O fratelli siamo uniti nella jihad, sostenete il mio account. Sosteniamoci per vincere i romani crociati». C'è poi una foto che ritrae il tunisino con volto coperto da passamontagna, una giacca mimetica e in mano un bigliettino con la scritta Islamic State in Rome, affiancata dall'immagine di un terrorista con il corano in mano, un mitragliatore in terra, e la frase: «La nostra brigata solleverà la bandiera della punizione sul territorio romano se Dio vuole».

«Lo Stato Islamico è qui e resterà qui a Roma»
Altri tweet dello stesso tono risalgono al 24 aprile in concomitanza con gli arresti di presunti affiliati di Al Quaeda in Sardegna. Uno, in lingua araba, recita: «Vatican. Un'onda di arresti in Italia perché hanno paura degli attentati ahahahahah». E ancora, sempre in arabo: «Il Vaticano, la casa dei non credenti, hanno paura ahahahahaha». Sempre il 24 aprile, è stato postato un tweet in arabo «Dio è grande, Dio è grande. Lo Stato Islamico è già nella terra di Roma. Siamo nella capitale dello stato italiano ahahaah», con una foto del Colosseo di Roma e un biglietto manoscritto che recita: «Lo Stato Islamico è qui e resterà qui a Roma».