16 settembre 2019
Aggiornato 00:00
Nel crac coinvolto anche il senatore Ncd Antonio Azzollini

La escort e il crac della Casa della Provvidenza

Oltre a due suore, l'operazione Oro Pro Nobis della Procura di Trani ha visto l'arresto di Adijana Vasiljevic, amante del direttore generale della clinica Casa della Provvidenza di Trani, con un «passato da prostituta». La donna era stata candidata per Forza Italia alle amministrative di Foggia

ROMA - Non soltanto suore, nel crac della clinica vaticana pugliese della Casa della Provvidenza finisce anche Adijana Vasiljevic, ventinovenne di origine serba candidata alle ultime elezioni amministrative di Foggia per Forza Italia. Secondo quanto riportato da La Repubblica – Bari, la giovane, con un «passato da prostituta», come scrive il gip, lavorava all'interno della clinica dove era stata assunta come addetta all'ufficio stampa.

Il direttore generale e i favori all'amante
Dario Rizzi, direttore generale – di cui Vasiljevic sarebbe amante – finisce nell'occhio del ciclone proprio per l'assunzione della donna. Nonostante la crisi in cui versava la clinica, che aveva visto il licenziamento di parte del personale, Rizzi aveva «piazzato» Adijana Vasiljevic nel settore stampa, per poi passare, nel momento in cui l'ufficio veniva chiuso, a disposizione della direzione generale. Nei capi di imputazione contestati al direttore generale – che è stato condotto in carcere – si legge che l'assunzione della giovane serba era avvenuta «anche allo scopo abietto di ottenere prestazioni sessuali dalla Vasiljevic, anche sodomitiche».

Le pressioni di Vasiljevic
Vasiljevic, secondo quanto riportato dal gip, non sembra essere stata inoltre una assidua lavoratrice. Le assenze dal posto di lavoro erano sistematiche, scrive ancora il gip, «per esigenze personali di tipo voluttuario». Il tutto era possibile grazie alla collaborazione dei colleghi, «che timbravano il cartellino segnatempo al suo posto», oltre, ovviamente «alla copertura di Rizzi percepiva comunque gli emolumenti». Adijana Vasiljevic, inoltre, come risulta dalle intercettazioni, avrebbe poi esercitato pressioni affinché il suo ruolo nella clinica non venisse messo in discussione nel momento in cui il cda aveva disposto l'eliminazione dell'ufficio stampa. La donna, infatti, minacciava Rizzi di rivelare della loro relazione alla famiglia del direttore qualora il suo posto all'interno della clinica fosse saltato.

Il crac della Congregazione e il «gruppo del malaffare»
Spreco di denaro pubblico e assunzioni clientelari, bilanci falsificati e consulenze d'oro: questo ed altro ha scoperchiato l'operazione Oro pro nobis nella clinica della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza con sedi a Bisceglie, Foggia e Potenza. Dopo tre anni di indagini, la Procura di Trani ha concluso l'operazione con l'ordinanza di custodia cautelare per dieci persone. 25 gli indagati e di questi in 12 sono accusati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più reati. Tra questi c'è anche il senatore del Nuovo Centrodestra Antonio Azzollini, ex sindaco di Molfetta e presidente della Commissione Bilancio al Senato, finito ai domiciliari. Il senatore, oltre a ricevere l'accusa di corruzione per induzione e concorso in bancarotta fraudolenta, è considerato tra i capi dell'organizzazione, ma non del cosiddetto «gruppo del malaffare».