12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Leader della Lega: «Diritti e doveri uguali per tutti»

Salvini: «La ruspa per i campi rom? E' simbolo di equità sociale»

Il segretario della Lega torna ad invocare le ruspe, simbolo di «simbolo di equità sociale» affinché valga il principio dei «diritti e doveri uguali per tutti»: chiunque agisca fuori dalla legge venga punito per un'Italia migliore

ROMA - Da Ferrara, il segretario della Lega nord Matteo Salvini torna ad invocare le ruspe e stavolta lo fa attribuendo al gesto la valenza di «equità sociale». Il leader del Carroccio, in Emilia Romagna per una serie di iniziative politiche nella regione, ribadisce, quindi, la guerra aperta dal suo partito ai nomadi. In un'intervista rilasciata in esclusiva al quotidiano Nuova Ferrara, Matteo Salvini, riferendosi alla riconferma del sindaco della Lega nord a Bondeno nel ferrarese, afferma che la regione «non è più di sinistra da un pezzo».

«Diritti e doveri uguali per tutti»
Matteo Salvini continua a tirare in ballo la ruspa e lo fa spiegando che dietro questo simbolo si cela un'idea importante e imprescindibile nel nostro Paese oggi, che è quella dell'equità. «La ruspa è un simbolo di equità sociale», afferma il leader della Lega nord, che amplia il concetto spiegando che il concetto alla base della ruspa è quello dei «diritti e doveri uguali per tutti». Il segretario del Carroccio mette da parte studi e opinioni di sociologi e antropologi che andrebbero in qualche modo a difendere la cultura nomade. Senza «scomodare» studiosi e scienziati che ci «spiegano perché in alcune culture sarebbe normale rubare o sfruttare i minori», Matteo Salvini pensa al futuro del Paese e afferma che nell'Italia che ha intenzione di costruire e lasciare in dote ai suoi figli, «chi sfrutta un bambino per l'elemosina va in galera, come chi ruba, chi spaccia e chiunque si pone fuori dalle leggi». Dunque come perno di un Paese nuovo e giusto, Salvini pretende che vi sia l'equità sociale, non solo per gli italiani, ma anche «per tutelare quei tanti immigrati che vivono e lavorano onestamente nelle nostre città».

L'Emilia Romagna? Non più di sinistra
Tenendo presente i dati, infatti, l'Emilia Romagna è in preda ad un massiccio astensionismo, la regione «si astiene dal voto in larghissima parte e questo dovrebbe preoccupare tutti», spiega Salvini. Qui, in questa regione storicamente e tradizionalmente tra le più «rosse» del Belpaese, la Lega di Matteo Salvini guadagna terreno: a Bondeno il sindaco è leghista e le ultime elezioni amministrative hanno visto l'elezione, nel Comune di Fontevivo in provincia di Parma, di Tommaso Fiazza, sindaco più giovane d'Italia, proprio della Lega nord. Come commenta il leader del Carroccio, «Chi si stupisce della nostra crescita o la archivia a 'voto di protesta' avrà amare sorprese».

La coerenza della Lega nord
Sempre nell'intervista al quotidiano ferrarese, il segretario della Lega rivela come la linea politica che alla base dei progetti territoriali come nazionali del Carroccio sia rimasta immutata nel tempo. A chi accusa la Lega nord di incoerenza rispetto al passato, in merito a nodi delicati e importanti come il sud e la secessione, Salvini risponde che l'impressione è quella che «le contraddizioni che per anni abbiamo denunciato da soli nel deserto si stiano sempre più imponendo agli occhi delle persone»: questo è quanto è successo con «il centralismo italiano prima e con quello europeo dopo», come pure con la questione euro, «con l'immigrazione che ha preso proporzioni bibliche, con la crescita del radicalismo islamico, con l'attualità di una nuova legge sulla legittima difesa». Temi che, come conferma Salvini, la Lega nord aveva denunciato in tempi non sospetti e ora sono sulla bocca di tutti.