14 ottobre 2019
Aggiornato 07:30

Centrodestra, Salvini sfida Berlusconi

Le elezioni regionali hanno palesato la forza della Lega: oltre alla vittoria scontata di Zaia in Veneto, ottimi risultati anche in Liguria, Marche, Toscana e Umbria.Chi sarà il nuovo leader del centrodestra? Il Cavaliere lascerà lo «scettro» a Salvini?

ROMA - «Da oggi l’impegno raddoppia. Vogliamo meritarci il consenso, governare bene dove abbiamo vinto e dove per ora non abbiamo vinto fare un’opposizione dura». Matteo Salvini, a pochissimi giorni dalle elezioni regionali che hanno visto la Lega attestarsi come primo partito di centrodestra a livello nazionale, pensa al futuro e agli oneri che derivano dalle nuove responsabilità.

L'alternativa a Renzi
Più volte negli ultimi giorni il segretario del Carroccio ha avuto modo di sottolineare come, visti gli straordinari risultati ottenuti non soltanto in Veneto – dove Luca Zaia si conferma governatore della regione –, ma anche in regioni tradizionalmente «rosse» come la Toscana – dove Claudio Borghi ottiene un ottimo secondo posto – la Lega nord si pone come unica, vera alternativa al governo Renzi e alla politica del centrosinistra.

Il boom della Lega
«La vera alternativa a Renzi è la Lega», afferma fiero il leader del Carroccio. E i numeri non mentono: ovunque il partito del Nord si attesta con dati impressionanti. In Liguria, dove a vincere è il consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, la Lega è stata determinante per il risultato: il 20% delle preferenze sono da attribuirsi al Carroccio, mentre a Fi va solo un esile 12,7%. Un salto non indifferente è stato fatto anche in Toscana: se nel 2010 la Lega raccoglieva solo il 6,5% dei voti, oggi raddoppia i numeri arrivando a 212 mila preferenze. Nelle Marche, Francesco Acquaroli di Fratelli d'Italia, sostenuto da Salvini e dai suoi, non vince ma arriva a prendere il 13,2% dei voti; in Umbria, nella notte dello spoglio, per un attimo si era sperato nel sorpasso del candidato appoggiato dalla Lega, ma si ferma al 14% delle preferenze.

Felicità e orgoglio: «Risultati eclatanti»
Risultati storici, dunque, per un partito che non aveva mai raggiunto grandi numeri al di sotto del Po. «Ci siamo. Anche qui, dove sembrava impossibile esserci», afferma Stefano Candiani, commissario del Carroccio in una delle roccaforti della sinistra, l'Umbria. Quale il motivo alla base del successo della politica leghista? Gli italiani sono stufi degli equilibrismi e le ambiguità di Renzi&Co. e cercano una risposta concreta ai problemi del Paese nel partito di Matteo Salvini. I risultati registrati in Toscana, Umbria e Marche «sono eclatanti», afferma lo stesso Salvini. Felicità, orgoglio e responsabilità derivano da questa vittoria: «Avere preso tantissimi voti anche in zone che fino a ieri non erano particolarmente generose con la Lega, è una responsabilità in più di rispetto, concretezza, fiducia e speranza», spiega ancora il segretario.

Salvini-Berlusconi: il nuovo leader
Ma come si mette con il centrodestra «tradizionale»? Dall'altra parte un Silvio Berlusconi parzialmente soddisfatto. La vittoria in Liguria del pupillo Toti ha dimostrato che il centrosinistra non ha saputo competere con le proposte del centrodestra. Il dato a tratti imbarazzante per il Cav è che buona parte dei voti che hanno portato alla vittoria il forzista derivano dalla Lega nord. Matteo Salvini corre verso il posto di leader del centrodestra, ma dovrà ottenere il placet di quello uscente. A tal proposito, il segretario della Lega è chiaro: «Berlusconi i voti li ha ancora. I numeri sa leggerli come li so leggere io. La porta per Forza Italia è spalancata, ma non vogliamo mezze misure. E siamo all’opposizione a Renzi, quindi nessun accordo con chi governa con lui».

I cittadini sceglieranno la guida del centrodestra
Silvio Berlusconi probabilmente cercherà un avvicinamento al leader del Carroccio, comprendendo bene che Salvini è l'uomo del momento. Abbandonata presto l'idea di un largo fronte repubblicano anti-Renzi, il Cavaliere spingerà per assecondare Matteo Salvini, cavalcando l'onda della Lega. Il leader del Carroccio intanto si dice convinto che a scegliere la nuova guida del centrodestra – ergo il prossimo candidato premier – saranno i cittadini attraverso le primarie: «Chi sfida Renzi non lo si stabilisce nelle ville, ma lo decideranno gli italiani».