Cantone: aspettatevi altri scandali sulle coop
Giovedì incontrerà il neo-ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Ma Raffaele Cantone, presidente dell'Anticorruzione, non è ottimista. Ospite a Otto e mezzo, Cantone ha infatti dichiarato di non sentirsi di escludere nuovi scandali sul genere di quelli emersi con Mafia Capitale. E sebbene i controlli su Expo sono stati senza precedenti, anche lì potrebbe annidarsi ancora del marcio.
ROMA (askanews) - Per il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone non tutte le Grandi Opere possono essere sorvegliate come l'Expo 2015: «Credo sia impossibile» - ha detto ospite a «Otto e mezzo» su La7 - «estendere il meccanismo eccezionale di controlli usato per Expo a tutte le Grandi Opere», ma «può essere ripetuto in occasioni sporadiche».
ASPETTIAMOCI ALTRI SCANDALI, ANCHE DA EXPO - Giovedì Cantone incontrerà il neo ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio: «Dobbiamo parlare di una serie di cose per cui avevo già appuntamento col precedente ministro», cose quali «il Mose, il codice degli appalti e il sistema delle Grandi Opere». Insomma: il presidente dell'Anac non rassicura gli italiani in merito a corruzione e criminalità; tutt'altro: a quanto pare, dovremo aspettarci nuovi scandali. Nemmeno sull'Expo la situazione è così rosea: nonostante il «numero enorme» di controlli fatti per Expo 2015, Cantone non esclude «altri scandali».
SULL'EXPO GRANDI CONTROLLI - Cantone ha sottolineato che per Expo 2015 «è stato verificato un numero enorme di appalti, una sessantina», sottolineando: «Li controlliamo tutti dalla determina fino all'aggiudicazione alle varianti. Credo che il meccanismo abbia funzionato. Spesso i nostri rilievi hanno portato risparmi e consentito di fare gli appalti». Ma il presidente Anac non esclude altri scandali: «Non me la sento di escluderli, ho sempre detto che ci sono casi in cui corruzione si annida perfino nella perfezione». Cantone poi ha assicurato di non essere preoccupato per la riuscita e i tempi dell'Expo: «Perché sono ottimista e credo che il primo maggio l'Expo aprirà nel modo migliore possibile».
SERRACCHIANI: COOP? NON E' SOLO UN PROBLEMA DEL PD - Nel frattempo, il vicesegretario del Pd Debora Serracchiani ha affermato che gli scandali legati alle Coop «non sono un problema per il Pd ma per il Paese. Dobbiamo superare la questione della poca chiarezza nei rapporti. Bisogna partire dalle scuole e dai piccoli. È un questione culturale, di educazione, come a Singapore, che non è proprio una democrazia avanzata, ma fino a 15 anni fa era infondo alle classifiche come corruzione». Un codice etico, ricorda, «noi già ce l'abbiamo. Ora però deve essere allineato alla Severino. Servono regole stringenti. Di cose ne abbiamo fatte come la nomina di Cantone, le norme anticorruzione, il lavoro del ministro Madia nella Pa. Non è un bene che una persona rimanga nella stessa posizione amministrativa troppo a lungo». Vale anche per la politica. «Non a caso - osserva Serracchiani - nella mia regione, il Friuli Venezia Giulia, abbiamo messo un limite di mandato per i sindaci. La politica deve avere un termine». «Io e il Pd - sottolinea - guardiamo con attenzione e rispetto a moltissime cooperative. Vogliamo un mondo senza cinghie di trasmissione. Finalmente parliamo agli autonomi, finalmente guardiamo veramente alla precarietà».