13 giugno 2024
Aggiornato 06:00
Al via l'esame in Camera, M5s: vi sono debolezze

Nugnes: «Reati ambientali, una legge da approvare subito»

Dopo il via libera del Senato, inizia in Commissione Giustizia alla Camera inizia l'esame del disegno di legge sugli ecoreati, dopo un anno di dibattimento tra Aula e Commissione. La senatrice del Movimento 5 Stelle, Paola Nugnes, commenta la legge e mette in luce le debolezze strutturali del testo.

ROMA - «In Senato, in Commissione prima e in Aula poi sono state abbassate le pene per il Reato Colposo» dice la senatrice «e questo fatto porta nell'ipotesi di reato di pericolo colposo quasi all'annullamento della pena». La senatrice del Movimento 5 Stelle, Paola Nugnes, membro della Commissione Ambiente, in un'intervista rilasciata al DiariodelWeb.it, commenta la legge sugli ecoreati, passata al Senato e ora in attesa del via libera della Camera.

LA QUESTIONE DELLA PRESCRIZIONE - Uno dei problemi ancora irrisolti nel testo  è sicuramente quello relativo alle prescrizioni. Come spiega la senatrice, infatti, viene sottovalutata la natura specifica del reato, che, pur essendo spesso reato istantaneo, ha effetti che si manifestano nel tempo. «Io avevo presentato due emendamenti di adeguamento del codice penale a riguardo, e anche un ordine del giorno, con la speranza che la questione entrasse in discussione nell'agenda del governo, e questo non è stato. Adesso c'è in discussione uno specifico dl  sulla prescrizione alla Camera e quando arriverà al Senato proveremo ad affrontare la questione con delle proposte», spiega Nugnes. «Inoltre ancora per quanto riguarda la prescrizione – spiega la senatrice pentastellata –, ci è stato sollecitato da più parti di adeguare i reati del testo unico ambientale, quelli che restano come contravvenzionali, al dl Realacci-Micillo, ossia di raddoppiarne i termini. Oppure, andrebbero trasportati anche questi reati nel penale. C'era un emendamento che richiedeva l'adeguamento e abbiamo perso un'occasione perché non è stato votato dalla maggioranza», spiega la senatrice Nugnes. 

LE DEBOLEZZE STRUTTURALI - La legge passata al Senato, ora in attesa del nulla osta della Camera, quanto incide nell'arginare fenomeni come quello della Terra dei fuochi? «Sicuramente è un fatto importantissimo questa legge che finalmente introduce i reati ambientali nel codice penale  – spiega la senatrice M5s –, deve essere approvata senza cambiare una virgola – come riporta la campagna che sostiene la legge – ma questa legge ricordiamolo è comunque figlia di questa legislazione e quindi ha delle debolezze strutturali. Ad esempio sul reato colposo, indebolito al Senato con un eccessiva riduzione delle pene. Poiché parliamo sempre di un reato molto particolare – che ancora non è nel codice penale –,è un reato che quasi sempre si configura come un reato per negligenza grave e sarà da vedere dove il giudice intenderà configurarlo di volta in volta nel doloso o nel colposo.... Rendere così blanda la pena per il colposo è un indebolimento della legge a mio avviso, a cui qualcuno in futuro dovrà porre rimedio. Bisogna, però, andare avanti e mettere questa pietra miliare finalmente nel codice penale», afferma la senatrice Nugnes.

UNA LEGGE: CONSERVARE IL PIANETA - Evo Morales, presidente della Bolivia, ha promulgato una delle leggi ambientali più avanzate e radicali del mondo, equiparando la violenza perpetrata a danno dell'ambiente a quella sull'uomo. «L'ho detto in Aula – risponde la senatrice, spiegando il suo punto di vista a riguardo –: se mi dicono che un criminale entra in un locale pubblico e uccide 15 persone, lui ha ucciso esattamente 15 persone, ma quando si fa un'azione che nei decenni si perpetua e ha gravissime ripercussioni come un disastro ambientale grave, non solo moriranno probabilmente  più di 15 persone per patologie gravi, ma morirà un intero  territorio, un'economia possibile, e questo a catena genererà degrado, abbandono, disagi e altri crimini, probabilmente altri morti, altre disgrazie e non ci sarà un luogo da far vivere e prosperare, quindi non ci sarà una ricchezza – intesa come diffusione del bene per tutti e non per pochi. L'economia dell'uomo non può non inserirsi nell'economia dell'ambiente: se non lo faremo, saremo espulsi dalla natura. La ricchezza, il patrimonio che abbiamo dipendono dalla capacità che abbiamo di conservare il pianeta», conclude la senatrice.