22 agosto 2019
Aggiornato 23:30
Arrestati 12 pediatri che favorivano le aziende produttrici

Nuova corruzione: latte artificiale ai neonati

Latte in polvere al posto di quello materno: diciotto tra pediatri, informatori farmaceutici e dirigenti d'azienda sono finiti agli arresti domiciliari con l'accusa di aver architettato un sistema di corruzione per spingere le madri a utilizzare il latte artificiale, anche quando non ce ne fosse stato il bisogno.

FIRENZE - Latte in polvere al posto di quello materno: diciotto tra pediatri, informatori farmaceutici e dirigenti d'azienda sono finiti agli arresti domiciliari con l'accusa di aver architettato un sistema di corruzione per spingere le madri a utilizzare il latte artificiale, anche quando non ce ne fosse stato il bisogno. La truffa è stata portata alla luce dai Nas e riguarda Livorno, Pisa, Empoli, Piombino e la Versilia. L'operazione ha portato all'arresto di dodici pediatri, un dirigente d'azienda e cinque informatori farmaceutici. I medici avrebbero prescritto una gran quantità di latte artificiale, su pressione delle aziende produttrici, in cambio di regali. In cambio dei consigli 'forzati', i pediatri avevano vantaggi sottoforma di costosi viaggi e crociere e regali di lusso, da tablet a smartphone e tv. Le aziende indagate sono state tre, ma solo il dirigente di una di esse, per gli inquirenti, faceva parte del sistema di corruzione.

LATTE ARTIFICIALE INVECE DI QUELLO MATERNO - L'indagine è iniziata nel 2013, condotta dai carabinieri del Nas di Livorno, coordinati dalla Procura di Pisa, con il sostituto procuratore Giovanni Porpora titolare dell'inchiesta, nell'ambito della commercializzazione di latte artificiale per l'infanzia. Da quanto emerso, gli informatori scientifici dei noti marchi prendevano contatti con i pediatri per 'sollecitarli' a prescrivere latte artificiale ai neonati, contravvenendo così agli unanimi pareri scientifici sulla necessità di promuovere l'uso del latte materno. Grazie, poi, alla compiacenza di alcune agenzie di viaggio che fatturavano false spese per la partecipazione dei medici a congressi e corsi di aggiornamento anche internazionali, facevano ottenere un 'buono' al singolo pediatra che lo utilizzava per pagare viaggi di piacere per sé ed i propri familiari, spesso e volentieri crociere in mete esotiche.

VIAGGI IN CAMBIO DI SOLLECITAZIONI AI PAZIENTI - Nell'inchiesta, oltre ai medici pediatri di base, convenzionati con le rispettive Asl, sono finiti anche due noti primari di ospedali italiani per i quali era più facile convincere le neo mamme in dimissione ad utilizzare latte artificiale per l'alimentazione dei propri bambini. I carabinieri sono riusciti a provare un giro di mazzette per centinaia di migliaia di euro utilizzati per pagare i 'regali' ai medici (smartphone, computer, condizionatori, televisori) e viaggi in rinomate mete turistiche (Sharm el Sheik, India, Stati Uniti, Parigi, Londra, Istanbul e Crociere nel Mediterraneo e nord Europa).