6 dicembre 2019
Aggiornato 02:00
Politica & Inchieste

M5S fa sua la «proposta Grasso»

Il M5S ha fatto propria e formalizzato la proposta avanzata dal presidente del Senato Pietro Grasso di prevedere la decadenza dal vitalizio parlamentare per i senatori condannati in via defintiva per reati gravi. Questore Bottici la presenta a consiglio presidenza: «la approvi».

ROMA - Il M5S ha fatto propria e formalizzato la proposta avanzata dal presidente del Senato Pietro Grasso di prevedere la decadenza dal vitalizio parlamentare per i senatori condannati in via definitiva per reati gravi. «Facendo seguito alle parole del presidente Grasso e coerentemente con quanto già presentato dal Movimento 5 Stelle la scorsa settimana durante la discussione del dl Irpef, (bocciato da Pd e Forza Italia) ho avanzato al consiglio di presidenza del Senato - ha reso noto Laura Bottici, questore grillina del Senato, - una proposta di deliberazione concernente la soppressione dei vitalizi ai senatori condannati in via definitiva per reati di particolare gravità sociale. Siamo certi - ha aggiunto Bottici - che il consiglio di presidenza accoglierà questa nostra proposta di buonsenso».

DUE ARTICOLI - La proposta della rappresentante M5S nella presidenza del Senato si compone di due articoli. Il Consiglio di presidenza - è scritto nella proposta- visto il decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235, che disciplina la materia della incandidabilità e dell'incandidabilità sopravvenuta, anche riferite alla carica di Senatore; considerata l'urgenza di ridefinire il regime soggettivo del trattamento dei senatori cessati dal mandato e condannati, in via definitiva, per taluni reati di particolare gravità sociale, nei limiti costituzionalmente disciplinati; rilevata, in particolare, la assoluta necessità di escludere da benefici economici, a carico del bilancio del Senato, taluni soggetti definitivamente colpevoli anche di reati fiscali e tributari, contro la pubblica amministrazione, contro l'amministrazione della giustizia delibera che: ART. 1 (Cause ostative all'erogazione dell'assegno vitalizio per Senatori cessati dal mandato 1. Non possono essere erogati assegni vitalizi a favore dei Senatori cessati dal mandato: a) che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti dall'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, del codice penale; b) che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione per i delitti, consumati o tentati, previsti nel libro II, titolo II, capo I, del codice penale; c) che hanno riportato condanne definitive a pene superiori a due anni di reclusione, per delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni, determinata ai sensi dell'articolo 278 del codice di procedura penale. 2. Non possono, altresì, essere erogati assegni vitalizi di reversibilità nei confronti dei familiari dei soggetti indicati dal comma precedente e condannati per reati di particolare gravità) ART. 2 (Efficacia) 1. La presente deliberazione si applica dalla data della sua approvazione